Thibault Fatton, muro del Sierre: «Avevo perso un po' di fiducia, ma adesso...»

Dopo l'avventura poco fortunata a Lugano, il 24enne si è riscattato contribuendo sensibilmente ai successi del Sierre di Chris McSorley
Dopo l'avventura poco fortunata a Lugano, il 24enne si è riscattato contribuendo sensibilmente ai successi del Sierre di Chris McSorley
SIERRE - A suon di parate, Thibault Fatton sta aiutando il Sierre a volare altissimo. La classifica di Swiss League, infatti, parla chiaro: i vallesani sono primi con cinque punti sulla seconda. Con 19 partite giocate e una media di 2,62 gol incassati a incontro, il 24enne - di proprietà del Losanna, che a sua volta l'ha poi girato in prestito alla formazione di Swiss League - sta dimostrando tutto il suo valore. Lo stesso che non era sempre riuscito a mettere in mostra nei suoi anni ticinesi fra Lugano e Rockets. «Sta andando meglio rispetto alle ultime stagioni - ci ha detto proprio Fatton - Ho ritrovato il ghiaccio giocando piuttosto regolarmente e questo mi ha aiutato a riguadagnare una certa dose di fiducia. Sono davvero felice, perché con le mie prestazioni sto aiutando la squadra a fare bene».
Si può dire che hai finalmente ritrovato il sorriso?
«Sì, ed è bellissimo... Ci alleniamo per giocare e quando ti alleni e basta diventa pesante e frustrante. Ho passato un periodo difficile dal quale non è stato facile uscirne. Quando giocavo, non avevo più la fiducia nei miei mezzi e sappiamo quanto questa sia importante per un portiere».
Ti riferisci alla tua esperienza a Lugano?
«Dal momento in cui mi ero infortunato, non ho più avuto molta fiducia da parte della squadra. È stato difficile raggiungere di nuovo certi livelli, ma parlo più che altro dell'aspetto mentale. A Lugano forse avevo troppo paura di sbagliare, quella che oggi mi sono finalmente tolto di dosso».
Ma i portieri svolgono un lavoro mentale diverso rispetto ai giocatori di movimento?
«Sì, penso proprio di sì. Ci sono dei giocatori ai quali, in una stagione o in un periodo di essa, riesce tutto: gol, passaggi, ecc. Altri periodi in cui succede l'esatto opposto, ma non sono così esposti. Nello sport la testa è tutto e i portieri sono spesso esposti a critiche maggiori, in quanto i nostri errori sono molto più visibili rispetto a quelli dei nostri colleghi».
Com'è lavorare con Chris McSorley?
«Con lui mi trovo bene. Anche se sbagli, so che mi verrà data la possibilità anche nella partita successiva. Questo è un altro aspetto davvero importante per me e ti toglie un gran peso dalle spalle. In generale è un allenatore molto duro, ma nell'accezione positiva del termine. Non gli interessa il nome che c'è sulla maglia e questa è una delle sue grandi qualità. Quando qualcosa non va te lo dice apertamente, senza peli sulla lingua».
Anche se non dipende soltanto da voi... puntate alla National League?
«Effettivamente c'è in ballo ancora il dossier per salire. Inizialmente era stato rifiutato, ma non è ancora detta l'ultima parola. Sappiamo che Chris è arrivato qui con l'obiettivo di realizzare la nuova pista e di portare la squadra in National League nel breve termine. Ottenere la promozione sarebbe un'emozione davvero grande».
Sei di proprietà del Losanna e il tuo contratto scade al termine della stagione. Cosa ti riserverà il futuro?
«Non so ancora esattamente cosa succederà. Come quest'anno, l'obiettivo è tenere almeno un piede in National League, che reputo qualcosa di importante per me. Poter giocare nella massima serie sarebbe ottimo. Ma se dovessi passare un'altra stagione in prestito sarei pronto ad accettarlo, lavorando duro per dimostrare di meritarmi la NL».





