«Abbiamo concesso poco e avuto la pazienza necessaria»

Luca Gianinazzi si gode il 3-1 sul Rapperswil, che nelle prime 8 partite aveva sempre mosso la propria classifica
«Più equilibrio tra i marcatori? Per me conta il successo di squadra».
Luca Gianinazzi si gode il 3-1 sul Rapperswil, che nelle prime 8 partite aveva sempre mosso la propria classifica
«Più equilibrio tra i marcatori? Per me conta il successo di squadra».
LUGANO - Tornato al successo contro il Rapperswil, il Lugano di Gianinazzi si è issato al secondo posto e può prepararsi al meglio in vista del prossimo impegno, che è di quelli cerchiati in rosso sul calendario. Venerdì c'è il derby alla Gottardo Arena e i bianconeri ci arriveranno dopo una settimana di lavoro per affinare ulteriormente i meccanismi di gioco. Oggi, contro il Rappi, tante cose hanno però funzionato.
«Sono contento perché abbiamo concesso poco - interviene il coach dei sottocenerini - È vero che non abbiamo ucciso la partita, ma non è facile e sarebbe arrogante pensarlo. Di sicuro la mole di gioco è stata a nostro favore, ma non è sempre semplice concretizzare tutte le proprie chance. Sono aspetti che bisogna sempre migliorare, ma sono contento perché siamo rimasti solidi e abbiamo avuto la pazienza necessaria per portarla a casa 3-1. È così che si creano le basi per vincere con costanza».
Lo scorso anno il Lugano aveva dei marcatori dominanti, pensiamo al terzetto Carr-Joly-Thürkauf. Ora c’è più equilibrio. Si vedono anche diverse reti da parte dei vari Verboon, Mirco Müller, Patry, eccetera. Un’arma in più? «Difficile dire se sia un vantaggio o meno, perché poi alla fine si contano i gol complessivi. È chiaro che tutti vogliono finire sul tabellino ed è normale, ma per me è "uguale" chi segna. Il successo di squadra si può spartire. Detto questo a me interessa come stiamo e andiamo come team. L’importante è come una linea gioca per la squadra e come crea il momentum. Poi, chi segna, è relativo».
L'assenza di Thürkauf ovviamente si fa sentire. Per il ruolo di centro della prima linea hai provato Marco Müller, poi Canonica, poi ancora Marco Müller. Stai ancora cercando i giusti equilibri? «Quando sposti un uomo vai a toccare sempre due linee. Quindi ci sono equilibri da trovare. È una continua ricerca, ma per me conta il successo della squadra. Cerchiamo sempre di fare meglio per raggiungere la perfezione. Se poi si sbaglia si torna indietro».





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