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TIZIANO GALEAZZIAutogestione, un tema che si protrae dagli anni '70

27.12.23 - 15:03
Tiziano Galeazzi, municipale di Lugano e granconsigliere UDC.
Tiziano Galeazzi
Fonte Tiziano Galeazzi
Autogestione, un tema che si protrae dagli anni '70
Tiziano Galeazzi, municipale di Lugano e granconsigliere UDC.

Erano gli anni '70, secondo alcuni documenti, quando, per rivendicare un centro autogestito bellinzonese e poi cantonale (e sottolineo cantonale), scesero in piazza nella Capitale centinaia di manifestanti. È proprio per questo che, da tempo, ribadisco che l'autogestione non debba essere considerata solo nel comune sul Ceresio, ma va affrontata a largo spettro: su scala cantonale. Infatti, queste realtà potrebbero toccare in futuro anche altri centri urbani o piccoli comuni del nostro territorio.

Chiaramente, condanno personalmente come Municipale e come Gran Consigliere il modo disprezzante nell’occupare stabili pubblici o privati per poi renderli dei porcili: tutto questo non aiuta il dialogo costruttivo, né con le autorità né con la stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini di questo cantone.

Tornando alla mozione (nr 1609) che inoltrai, a nome del gruppo UDC a livello cantonale, lo scorso 21 giugno 2021. In sostanza si chiedeva di istituire un gruppo di lavoro per affrontare questa problematica in modo più efficace e ampio, includendo la definizione di un calendario preciso, l'individuazione di un mediatore riconosciuto da tutte le parti interessate, un calcolo dei costi e considerare un’ubicazione per gli autogestiti non solo a Lugano, ma su tutto il territorio cantonale.

La risposta del Governo (Messaggio 8039 datato 18 agosto 2021) che si espresse contro la formazione di un nuovo gruppo di lavoro, sottolineò che il problema è geograficamente confinato a Lugano. Ma lo stesso Esecutivo cantonale dichiarò che avrebbe fatto il possibile per aiutare Lugano in caso di necessità. Insomma un contentino messo su carta, con l'intenzione però di abbandonare al proprio destino la nostra città. Una risposta che mi ha lasciato sconcertato.

La mozione 1609 chiede un dialogo a tutto campo all'interno della politica cantonale e come se non bastasse, di problemi peggiori all'orizzonte da affrontare nei prossimi mesi ce ne saranno. Non possiamo nemmeno snobbare questo tira e molla, dove ogni due o tre mesi ci troviamo ai piedi della scala nel subire vari abusi occupazionali. La generosità finanziaria di Lugano nella perequazione e nei sostegni sul territorio cantonale, meriterebbe anche un po' di considerazione e solidarietà dal resto dei comuni ticinesi tramite un dibattito aperto nel Parlamento cantonale, dove sono rappresentati, non solo i partiti ma anche geograficamente le istituzioni comunali.

Mi auguro che il 2024 sia l'anno in cui si affronti questo dilemma con un rapporto commissionale sulla mozione e poi in Parlamento si apra la discussione. Una problematica che ahimè si trascina da troppi anni quando, nel 2002, Cantone, Comune di Lugano e l'Associazione Alba firmarono una convenzione di permanenza per pochi mesi all'ex Macello, che poi si trascinò fino al 2021. Ora siamo di nuovo a quel 2002 , ma la partita sembra farsi più difficile e complicata e la tolleranza della popolazione così come le parti in causa sta per esaurirsi e mi ci metto anch'io nel denunciare questi abusi e violazioni gratuite a scopo provocatorio alle autorità e alla cittadinanza che ogni giorno deve far i conti con problemi molto più impellenti e gravi.

Tiziano Galeazzi, municipale di Lugano e granconsigliere UDC

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COMMENTI
 

pegis 3 mesi fa su tio
L’articolo 1 reca modifiche all’articolo 614 c.p., prevedendo, al primo comma, la reclusione da uno a cinque anni per l’occupazione abusiva di immobili se l’abitazione occupata è la dimora abituale dell’avente diritto e dei suoi familiari e la reclusione da sei mesi a tre anni nel caso in cui oggetto del reato siano le pertinenze oppure un’abitazione libera da cose e persone.

FaNaGhiGarii 3 mesi fa su tio
autogestione con le proprietà e soldi degli altri io lo chiamo abuso. Che andassero a fare visita a qualche comunità che veramente fa autogestione, con proprietà pagate di tasca propria, così come tutto il necessario per la propria autogestione.

Jullo75 3 mesi fa su tio
Galeazzi imbarazzante!!!

MorettoGoffredo 3 mesi fa su tio
Comunque è incredibile quanto crediate nelle istituzioni e cadete dalle labbra di certi soggetti. Avete tutta questa rabbia, rancore e frustrazione verso queste persone, che di male cosa vi hanno realmente fatto? Cosa vi hanno toccato? Vi hanno derubato? Mentito? Si sono arricchiti alle spalle del popolo e dei lavoratori sotto pagati che non arrivano a fine mese? È incredibile quanta frustrazione palesate difronte a delle formichine, quando mandate i figli nelle scuole con docenti e direttori pedofili, quando magari un giorno vostra figlia sarà molestata sul posto di lavoro, quando ci sono titolari di aziende che non pagano i salari ai dipendenti e vanno in banca rotta (salvandosi loro grazie all'istituzione di SA o SAGL), oppure la corsa mafiosa agli appalti di costruzione? Oppure coloro che si fanno eleggere con tante promesse ma intanto il nostro Canton Ticino sta cadendo a picco nel baratro. E voi in tutto ciò vedete il male, il cancro, in 30 persone che vogliono il loro posto da rivendicare per fumarsi i bomboloni? Siete artefici del nostro malessere collettivo, solo che da bravi esseri disumani quali siamo, abbiamo bisogno del capro espiatorio per metterci la coscienza apposto.

Gufo1 3 mesi fa su tio
Risposta a MorettoGoffredo
Il cittadino comune - compremsibilmente - non può esprimere empatia nei confronti di soggetti che si arrogano diritti che non hanno. Intanto atti di vandalismo assolutamente gratuiti vanno a danno dei proprietari degli immobili. Dunque tanto innocui non sono. Inoltre questi scapestrati che valore aggiunto danno alla comunità? Le loro attivtà interessano un circolo assolutamente chiuso: un loro privato club. Come tutti i club, facciano meglio ad autofinianziarsi. Perché gli autogestiti dovrebbero ricevere supporto dalle istituzioni ed invece un qualsiasi altro circolo giovanile no? Perché si appropriano di cose non loro e con questo anche il presunto privilegio di essere trattati meglio di altri? La gente non mostra rabbia ma sdegno. Giustamente.

Voilà 3 mesi fa su tio
Risposta a Gufo1
Gufo1 Ti interessa l'hockey, il calcio, la pallacanestro, il nuoto? Eppure il Municipio investe milioni (Vedi PSE) per mettere a disposizione gratuitamente le strutture a questi "circoli chiusi", anche se a causa di alcuni di questi avvengono sovente risse e vandalismi. Occupano perché non gli viene assegnato un luogo fisso e, quando ce l'hanno, organizzano molti eventi culturali, musicali e di svago, gratuiti o a costi accessibili a tutti. Non so come avvengono le trattative ed a che punto sono, ma un centro autogestito ci vuole. Devo dare ragione a Galeazzi sul fatto che il problema autogestione (Non gli autogestiti) va affrontato a livello cantonale. E i Comuni vicini, che già approfittano di strutture pagate dai contribuenti di Lugano e si ricordano che Lugano esiste solo nel calcolo della perequazione intercomunale, dovrebbero fare la loro parte.

Gufo1 3 mesi fa su tio
Risposta a Voilà
x Voilà. Gli spettatori degli sport più frequentati (i quali non usufriiscono gratis delle infratrutture ma pagano un biglietto) sono alcune migliaia. I molinari sono una trentina. Ti basta come evidente differenza nella definizione di "circolo chiuso"?

Geremia 3 mesi fa su tio
Caro galeazzi definirlo un problema rende l’idea di quanto non hai capito un tubo. L’autogestione ben organizzata e integrata è una chance per arricchire una città offrendo a tanti giovani un luogo diverso per il tempo libero. Musica diversa, cultura diversa, discorsi diversi. Tanti dei giovani che piangete perché rimangono a Zurigo Losanna, Berna ecc li trovate in quel genere di locali. Lugano offre bar alla moda, lounge club discoteche e poi? Tutta la stessa zuppa monoculturale. La visione di sviluppo Lugano-style è di una povertà preoccupante. In Ticino la città che per prima riuscirà a dar vita ad un centro di quel tipo ne guadagnerà parecchio.

Don Quijote 3 mesi fa su tio
Risposta a Geremia
Forse non ti è chiaro cosa significa autogestirsi! Non è certo sinonimo di porcilaia, occupazione abusiva, ecc. Un giovane autogestito, lavora, studia, si diverte, fa sport, vive con i genitori o per conto suo pagando un affitto. Su, dai, lasciamo il campanile al suo posto senza arrampicate sui vetri di religioni improvissate.

Ascpis 3 mesi fa su tio
Risposta a Geremia
Questi sono anarchici!!! Nemmeno loro sanno cosa vuol dire autogestione

MorettoGoffredo 3 mesi fa su tio
Risposta a Don Quijote
Ma direi che neppure a te Don Quijote è tanto chiaro quel termine :)

Gentlemen 3 mesi fa su tio
In via Tasso a Lugano ci sono degli stabili abitativi di proprietà di uno degli artefici di questo problema, Ma perché non li ospita lui a sue spese ? Predicare bene ma razzolare male !

Dan1962 3 mesi fa su tio
Spendete soldi per la nostra gente non per stranieri che si sono incrustati nel gruppo

pegis 3 mesi fa su tio
Signor Galeazzi, comincia a far rispettare léa legge. Chiun­que, in­de­bi­ta­men­te e con­tro la vo­lon­tà dell’aven­te di­rit­to, s’in­tro­du­ce in una ca­sa, in un’abi­ta­zio­ne, in un lo­ca­le chiu­so di una ca­sa, od in uno spiaz­zo, cor­te o giar­di­no cin­ta­ti e at­ti­gui ad una ca­sa, od in un can­tie­re, op­pu­re vi si trat­tie­ne con­tro l’in­giun­zio­ne d’uscir­ne fat­ta da chi ne ha di­rit­to, è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.

Voilà 3 mesi fa su tio
Risposta a pegis
Già pegis, serve una querela di parte, alla procura, non al Municipio

Granzio 3 mesi fa su tio
Un gruppo di lavoro per 30 disadattati, una parte dei quali arriva dall'estero ? Direi proprio di no.

carlo56 3 mesi fa su tio
facciamo un po’ d’ordine… Innanzitutto gli autogestiti sono una esigua minoranza dei nostri giovani, dove giovani sta anche per adulti (…), ma sono talmente attivi e sostenuti da radio e TV da essere considerati una parte determinante della nostra società, cosa molto per eccesso. Poi c’è la questione diritti. Siamo certi che chi pretende dei diritti in una società che rifiuta, e ne pretende anche un sostegno, un finanziamento, e un’esenzione delle regole che valgono per tutti gli altri normali cittadini, ne abbia davvero diritto? Detto tutto ciò però la politica, da decenni, non ha affrontato il problema se non con pagliativi, decisioni provvisorie, ecc. Certo, non è facile concordare soluzioni con chi non ti riconosce, non vuole parlarti, non vuole prendersi responsabilità nemmeno con un relatore di rappresentanza, però la politica f8no a ieri ha fatto davvero pochino. Domanda: un progetto a cui segua un’iniziativa da far votare alla popolazione con inclusa una quota a bilancio per lo scopo, con però anche un contratto che preveda responsabilità e rispetto delle regole (a meno d’includerne l’esenzione nell’iniziativa), c9n sanzioni ai trasgressori, non potrebbe essere un’idea? Affair a suivre. L’autogestione è possibile ma richiede responsabilità, e politici davvero interessati, e in Svizzera, a Zurigo, ne abbiamo già avuti lodevoli esempi.

John Wayne 3 mesi fa su tio
Trovo sempre strano che la polizia non gira a buttar fuori la gente da case e appartameni, ed abattere palazzine....... ops scusate, ho capito solo adesso che forse non li butta fuori perché pagano un regolare affitto? I figli ben mantenuti che hanno ridotto un cantiere in un porcile si credono ancora nel giusto, ma in alcuni paesi alla polizia ci vuole meno per inviare via l'ottimo sistema repressivo! Da noi restano intoccabili e vorrò vedere le severissime pene che verranno attuate se i proprietari andranno fino alla pretura!

Voilà 3 mesi fa su tio
Risposta a John Wayne
John Wayne, è legale lasciare un cantiere in stato di abbandono e non messo in sicurezza?

ctu67 3 mesi fa su tio
e olio di gomito ...

Gufo1 3 mesi fa su tio
I cosiddetti autogestiti – un anacronistico ed assolutamente non rappresentativo gruppucolo di tiratardi pipacanne – farebbero bene a rimboccarsi le maniche e divenire realmente autogestiti. Pur ostentando di essere degli anarchici e denigrando il sistema, essi pretendono di finanziare le loro privatissime attività con soldi pubblici. Una contraddizione: se sei un anarchico allora come poi pretendere dallo Stato (che non riconosci), soldi? Mai sentito parlare di crowdfunding (del resto movimenti di sinistra vi sostengono politivamente. Lo facciano anche di fatto. Solidali si, ma con soldi tuoi!)? Tirare fuori la paglietta...

Discomostro81 3 mesi fa su tio
Risposta a Gufo1
Condivido pienamente. Cercassero di autofinanziarsi in qualche modo darebbe già un segnale positivo. Mercatini, opere pubbliche, ecc... Tenere pulito e in ordine gli spazi occupato richiederebbe uno sforzo veramente limitato. Purtroppo l immagine che arriva al cittadino medio é quello di un gruppo di fattoni parassiti. E dopo 25 anni faccio fatica ad immaginare un immagine diversa. Ci vuole un cambiamento radicale delle persone coinvolte

MorettoGoffredo 3 mesi fa su tio
Risposta a Discomostro81
Mercatini autogestiti, mercatini dell'usato, eventi benefit per raccogliere fondi, letture di gruppo, poetry slam, critical mass, concerti in live e dj set (abbordabili da tutti, molte volte gratuiti) e non "eventi culturali a prezzi proibitivi". Tornei di calcio, spettacoli, piccoli lavori di artigianato, e potrei continuare. Si vede dal tuo commento che come molti, scrivi per sentito dire, consigli agli autogestiti di provare con delle attività che già vengono proposte e promosse da anni all'interno dell'autogestione 😂

Gufo1 3 mesi fa su tio
Risposta a MorettoGoffredo
Se questo non basta ad autogestirsi, allora l'impresa è fallimentare e come qualsiasi attività fallimentare farebbe meglio ad essere sospesa.

Gufo1 3 mesi fa su tio
Risposta a Gufo1
Inoltre esiste un altro manifesto tipo di fallimento evideziato dal movimento degli autogestiti. Se dai lontani anni ’70 non sono stati in grado di farsi accettare dal resto della comunità, vuol dire che il progetto non è riuscito. Questo è tantopiù grottesco, dal momento che rivendicano di essere sociali ed aperti. Tanto, da non riuscire nemmeno a farne passare il proprio messaggio. Ma forse si tratta proprio di questo: non hanno nulla d’interessante da spartire con il resto della società. Come detto, insuccesso completo.
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