Giuseppe Gianella
L'OSPITE
01.03.2021 - 13:300
Aggiornamento : 02.03.2021 - 10:16

5 fake news sull'Identità Elettronica (eID) da sapere per il 7 marzo

Giuseppe Gianella, Candidato PPD al Municipio di Bellinzona Municipio | lista 1 - Candidato 4

Il 7 marzo saremo chiamati a votare il referendum che è stato lanciato contro la legge sull’Identità Elettronica (eID).

Una legge che finalmente lancia la Svizzera nell’era digitale, dato che grazie alla possibilità di avere un eID, si potranno implementare molti servizi dall’e-government all’e-health in ambito medico-sanitario.
Possibilità che renderanno più facile e sicuro l’accesso a tutta una serie di servizi che già oggi usiamo quotidianamente: leggere un giornale, fare shopping, sottoscrivere un abbonamento o aprire un conto bancario.

E ci tengo a segnalare che, purtroppo, ci sono almeno 5 fake news che stanno girando, su questo tema, e che è importante sapere, per poter votare con coscienza tra pochi giorni.

1. Saranno solo i privati che potranno emettere un eID

Falso, la legge prevede che anche i Cantoni e i Comuni potranno offrire questo servizio.
In Svizzera abbiamo già il Canton Sciaffusa e alcuni comuni, come la città di Zugo, che offrono attualmente questo servizio.

2. I dati detenuti dai privati saranno più vulnerabili agli attacchi degli hacker

Falso, come la storia recente mostra, gli hacker riescono a entrare anche in banche dati pubbliche (Pentagono, Swisscom che è partecipata a maggioranza dalla Confederazione).
In caso di furto di dati, tutti gli utenti cambierebbero fornitore, cercandone uno piu affidabile. Ciò fa si che le società privata saranno le prime ad avere l’interesse a garantire una massima sicurezza ai dati degli utenti.

3. La Confederazione funge unicamente da fornitore di dati

Falso, la Confederazione garantisce la verifica dell’identità degli utenti, certifica i fornitori, controlla il rispetto della legge, invece i fornitori si occupano dell’implementazione tecnica.

4. I dati degli utenti non sono al sicuro in mano ai privati

Falso, la nuova legge prevede una protezione piu importante rispetto a quanto già previsto dalla Legge federale sulla protezione dei dati. Lo stesso “Mister dati”, il sig. Lobsiger, è favorevole alla legge. I dati possono essere comunicati unicamente con il consenso esplicito del titolare dell’eID.

5. L’eID è un passaporto e come tale è obbligatorio

Falso, l’eID è semplicemente un login qualificato e come tale è opzionale. Al momento attuale non esiste un obbligo per i cittadini di averne uno.

 

Alla luce di tutte queste sicurezze, propongo a tutti, senza dubbi, di votare un SÌ convinto il prossimo 7 marzo. Facciamo un passo nella giusta direzione!

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