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"Pinocchio" punta ad aggiornare il cartone animato, ma fa solo rimpiangere il classico del 1940

STREAMING"Pinocchio" punta ad aggiornare il cartone animato, ma fa solo rimpiangere il classico del 1940

13.09.22 - 06:30
Tra cambiamenti inutili se non dannosi, il live action Disney diretto da Zemeckis non ha un'anima
Disney Enterprises
"Pinocchio" punta ad aggiornare il cartone animato, ma fa solo rimpiangere il classico del 1940
Tra cambiamenti inutili se non dannosi, il live action Disney diretto da Zemeckis non ha un'anima

SAVOSA - L'8 settembre Disney, in occasione del Disney+ Day, ha giocato quelle che probabilmente sono le carte migliori a sua disposizione in questo momento. Solo che una di esse, invece che un asso di cuori, si è rivelata un due di picche. Parliamo di "Pinocchio", la versione live action affidata a un grande di Hollywood come Robert Zemeckis. 

Un confronto impietoso - Prima di tutto, di cosa si tratta? Non di una nuova rielaborazione del libro di Carlo Collodi, ma del remake del classico del 1940, il secondo lungometraggio animato concepito dalla fantasia di Walt Disney. Qui sta il primo problema: il confronto tra i due film è inevitabile e risulta impietoso per quest'ultimo, che è sterile dove quell'altro era fecondo di suggestioni, freddo dove quello era coinvolgente.

I cambiamenti - A parte qualche lieve modifica nell'impostazione narrativa, la sceneggiatura di Chris Weisz e dello stesso Zemeckis ha inserito alcuni cambiamenti sostanziali. Geppetto ora è un orologiaio vedovo che è restio a separarsi dagli orologi a cucù che fabbrica, perché piacevano tanto alla moglie defunta. Inoltre aveva un figlio che è deceduto, per il quale si strugge molto e cerca di ricrearne le fattezze nel burattino di legno che intaglia e che diventa il protagonista della vicenda. Il miracolo, nel quale viene infusa la vita a Pinocchio, avviene dopo un desiderio espresso nel giorno del compleanno del bimbo.

Ci sono poi due personaggi, creati ex novo e che non hanno niente a che vedere sia con il film del 1940 né tantomeno con Collodi. Sono il gabbiano Sofia e Fabiana, che fa parte del carrozzone di Mangiafuoco, che sogna di ballare nonostante la menomazione alla gamba. Entrambe le aggiunte sono piuttosto irrilevanti nell'economia generale della storia.

Qualcosa di carino c'è - Non è tutto da buttare, ovviamente, in una produzione di tale portata. Gustosa la citazione dei classici Disney, da Biancaneve a Dumbo, in versione orologio a cucù, e variopinto il Paese dei Balocchi. I cattivi della vicenda non sono male: Luke Evans diabolico nei panni del Postiglione che trasporta i bambini al Paese dei Balocchi e Giuseppe Battiston, un buon Mangiafuoco.

Vittima del politically correct - In definitiva, "Pinocchio" è un film noioso, le sue parti musicali risultano stucchevoli (nonostante una canzone amatissima come "When you wish upon a star" che negli anni è diventata praticamente la "sigla" di Disney) e troppi elementi sono schiavi del più trito politically correct. Come nel finale che (piccola allerta spoiler) resta a metà strada e non svela se il cambiamento che tutti conosciamo ci sia stato, oppure no. L'importante, ci dicono Zemeckis e Weisz, è che i protagonisti lo percepiscano dentro di loro. Anche se ciò va a discapito della fedeltà alla storia originale. Ne vale la pena?

Protagonisti di un film senz'anima - Pinocchio, purtroppo per chi guarda, è un protagonista piuttosto insulso. Tom Hanks... beh, è sempre Tom Hanks, una figura alla quale è impossibile non essere affezionati. Il suo Geppetto fa di tutto per salvare il film, ma a tratti lo vediamo arrancare alla ricerca dell'anima di un film che, in sostanza, non c'è. Da Disney e da Zemeckis ci si aspettava senz'altro di più.

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