Operata sedicenne con 33 denti in più

RIMINI - Una rarissima forma di displasia, la disostosi cleidocranica, le ha fatto crescere, negli anni, ben 33 denti in più del normale, sconvolgendole il piano mandibolare, con evidenti ripercussioni anche a livello estetico. Dal 2001, una sedicenne siciliana ha dovuto subire una serie di interventi chirurgici per eliminare i denti in eccesso e ricostruire l'intero assetto mandibolare.
Ultimo intervento la rimozione di sei denti profondi - L'ultimo intervento, il più delicato e unico nel suo genere, é stato compiuto nei giorni scorsi presso la Clinica Odontoiatrica Merli di Rimini per la rimozione contemporanea di sei denti profondi.
Un caso più unico che raro - "Si tratta di un caso forse unico, sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista dell'intervento chirurgico compiuto - spiega il dottor Mauro Merli, chirurgo orale e paradontologo, titolare della clinica e attuale Presidente della SIDP, la società italiana di Parodontologia -. In questo tipo di malattia esiste infatti una possibilità su un milione che si verifichi un caso di sovrannumero di denti e mai, da una verifica da noi compiuta sui principali motori di ricerca scientifici, abbiamo riscontrato un caso documentato di simili proporzioni".
La disostosi cleidocranica è una malattia autosomica dominante che si manifesta con ipoplasia o aplasia delle clavicole, mancata ossificazione delle fontanelle del cranio, con conseguente fronte larga e corta. Caratteristiche associate sono bassezza di statura, sporgenze frontali e parietali, mancata pneumatizzazione dei seni, palato profondo con o senza schisi, ipoplasia del terzo medio facciale, mancata eruzione dentaria o, appunto, con multipli denti sovrannumerari. Tale sindrome tende a colpire principalmente, ma non esclusivamente, le ossa membranose.
Ricostruita la mandibola - "Dal 2001 a prima dell'ultimo intervento - racconta la dottoressa ortodontista Anna Claudia Iannessi - alla ragazza erano stati tolti già 21 denti. Con l'ultima operazione, oltre ad essere asportati altri sei denti profondi, è stato necessario anche un intervento di ricostruzione in parte dell'assetto della mandibola, sconvolto dalla singolare proliferazione.
La difficoltà, in questi casi, sta nel distinguere e conservare i denti permanenti e ricondurli, con complesse manovre prima chirurgiche e poi ortodontiche, nel loro alveo naturale". Tra un paio di mesi, se il decorso sarà regolare, la ragazza dovrà essere sottoposta ad un ultimo intervento, si spera risolutore, anche se poi sarà necessario almeno un altro anno di cure ortodontiche particolari.




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