Al Bano: «Altro che rivali, io e Toto Cutugno eravamo fratelli»

Il cantante ha parlato del collega scomparso all’età di 80 anni
ROMA - Tra i personaggi famosi più colpiti dalla morte di Toto Cutugno c’è di sicuro Al Bano, che anche a causa dei duelli sanremesi con il collega veniva spesso dipinto come il suo rivale. «Ma quali rivali, ma quali nemici eravamo fratelli io e Toto», ha spiegato al Corriere della Sera l’artista di Cellino San Marco, che ha appreso della morte di Cutugno poco prima di un concerto a Forte dei Marmi. Al Bano racconta di essere sempre stato vicino a Cutugno, che proprio a lui si rivolse anni fa dopo aver scoperto di essere affetto da una grave malattia.
«Già nel 2004 mi venne a chiedere consiglio, perché avevo amici al San Raffaele e lo aiutai per le prime cure e le prime diagnosi di tumore alla prostata. Allora gli diedero cinque mesi di vita, ma ha resistito poi altri vent’anni», ha spiegato Al Bano, che ha poi spiegato di aver sentito Cutugno prima dell’estate. «Tre mesi fa mi ha fatto gli auguri per il mio compleanno - dice il cantante -, ma ci eravamo visti a casa sua l’anno prima e già li avevo capito che non stava bene. Eravamo davvero amici, come le ho detto». L’inizio dell’amicizia, invece, risale alla fine degli anni ’70. «Nel 1977: io ero in giro già da un po’, lui si stava facendo largo. Lavoravamo per la stessa casa discografica, dovevamo incidere in francese, gli diedi un discreto numero di consigli. Da lì nacque una frequentazione durata una vita: veniva a casa mia a Cellino San Marco, siamo andati insieme a Mosca, dov’era popolarissimo, come si sa. Venne con me alla festa per i miei 70 anni e fu un successo straordinario».
E straordinario fu anche il successo di “L’Italiano”, il brano più famoso di Cutugno. «Io avevo capito subito invece che si trattava di una grande canzone - conclude Al Bano -. E Toto non ne era affatto geloso, tant’è che la incidemmo insieme una decina d’anni dopo. La verità è che lui era un campione, ma l’hanno sempre trattato male. Chi? La critica radical chic non lo vedeva di buon occhio. Ma quello che conta sono le canzoni e le sue resteranno per sempre».



