Massimo Ceccherini: «Ubriaco ero impossibile da tenere, mia moglie mi fermava picchiandomi»

L’attore ha parlato del difficile periodo vissuto a causa dell’alcol, superato grazie alla consorte
ROMA - In un’intervista di qualche giorno fa l’amico e collega Leonardo Pieraccioni definiva Massimo Ceccherini «un artista che ha avuto momenti caotici, con qualche bicchierino di troppo», divenuto ora «un prete di provincia». Alla base della trasformazione di Ceccherini il rapporto con la moglie Elena, l’unica a essere riuscita ad aiutare l’attore a superare i suoi problemi con l’alcol.
«Quando mi ubriacavo era impossibile tenermi - ha confessato Ceccherini al Corriere della Sera -. Lei mi picchiava e fermava la bestia dentro di me. Picchia oggi picchia domani, il colpo di fulmine lo ebbi una notte».
A spingere l’attore ad abbandonare l’alcol fu un’immagine legata alla moglie. «Ora lei ha cambiato lavoro all'ospedale di Prato, ma all'epoca la vedevo al mattino che si preparava indossando la divisa, dietro c’era scritto "misericordia". E mi sono detto: "Dio è arrivato". Ho avvertito la sua presenza. Devi essere pronto ad agguantare l’aiuto».
La svolta è avvenuta otto anni fa, ma da allora Ceccherini si dice sempre più legato alla moglie e all’altro membro della sua famiglia, il cane Lucio. «Dalla bestia non si guarisce, però riesco a tenerla legata - ha proseguito l’attore - Ho bisogno quasi sempre della presenza di Elena. Sono stato in Africa sul set di Matteo Garrone e mi son fatto mettere WhatsApp per poter fare le videochiamate a Elena e Lucio perché non potevo portare il cane nel deserto».
Lucio, infatti, è un elemento chiave del ritrovato benessere dell’attore, al pari della moglie. «L'amore che ho per lui - ha concluso Ceccherini - batte tutti quelli che ho avuto. Ci dormo insieme, anche Elena lo ama».



