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Il cinema italiano piange per la scomparsa di Monica Vitti

ITALIAIl cinema italiano piange per la scomparsa di Monica Vitti

02.02.22 - 12:40
La grande attrice italiana era nata nel 1931 e da tempo era malata
Imago/Everett Collection
In “Un amore perfetto o quasi” (1979).
In “Un amore perfetto o quasi” (1979).
Fonte Ats Ans
Il cinema italiano piange per la scomparsa di Monica Vitti
La grande attrice italiana era nata nel 1931 e da tempo era malata

ROMA - È morta l'attrice italiana Monica Vitti. Lo riportano vari media della vicina Repubblica dopo che Walter Veltroni aveva annunciato la scomparsa su Twitter. «Roberto Russo, il suo compagno di questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c'è più. Lo faccio con grande dolore, affetto, rimpianto», ha scritto Veltroni.

Sappiamo che la morte è avvenuta a Roma, e anche che la sua ultima apparizione pubblica è stata 19 anni fa (alla prima di "Notre Dame de Paris") e che già negli anni precedenti le sue partecipazioni a eventi ufficiali si erano rarefatte dopo un ritiro dalle scene che data ormai dal 2001, quando fu ricevuta al Quirinale per i David di Donatello.

La biografia - Nata Maria Luisa Ceciarelli a Roma, il 3 novembre del 1931, cresciuta in Sicilia prima della guerra a causa del lavoro del padre (ispettore al commercio), innamorata della recitazione fin dall'adolescenza (quando metteva in scena spettacolini casalinghi per distrarre i fratelli dagli orrori delle bombe negli ultimi anni di guerra), si diploma nel 1953 all'Accademia d'arte drammatica sotto la guida di Silvio d'Amico e con un maestro-sodale d'eccezione come Sergio Tofano. Ci sono già tutti i segni della sua duttilità d'interprete: il primo la spinge in palcoscenico per affrontare grandi ruoli drammatici (Shakespeare, Molière, "La nemica" di Nicodemi con cui conquista il pubblico), il secondo la porta a liberare la sua verve istrionica nella riuscita serie di commedie ispirate al personaggio del Signor Bonaventura, allora popolarissimo eroe dei fumetti.

Intanto si è data un nome d'arte con cui rimpiazzare il nomignolo di "Setti vistini" con cui la chiamavano amici e familiari per la sua capacita' di cambiarsi in fretta e furia come un personaggio di Fregoli. Sceglie un cognome che le ricorda la madre amatissima (Adele Vittiglia) e un nome che le "suona bene" e non va ancora di moda. Debutta al cinema nel '55 con un piccolo ruolo nell'"Adriana Lecouvreur" di Guido Salvini a fianco di mostri sacri come Valentina Cortese, Gabriele Ferzetti e Memo Benassi, ma 5 anni dopo si incarna nella silenziosa musa di Antonioni per il primo dei quattro film che vanno sotto il segno dell'"incomunicabilità": "L'avventura".

Al cinema - Musa di Michelangelo Antonioni, protagonista di film leggendari come "L'avventura", "L'eclisse" e "Deserto rosso", dimostrò di essere una regina della commedia all'italiana (merito di "La ragazza con la pistola" di Mario Monicelli) e poi ottenne clamorosi successi al fianco di Alberto Sordi ("Amore mio aiutami", "Polvere di stelle" ma non solo). Si permette stravaganze di qualità (come nei ruoli cuciti sul suo fascino da Miklos Jacsò, Luis Bunuel, André Cayatte), lavora coi grandi italiani (da Dino Risi a Ettore Scola, da Monicelli al Luigi Magni de "La Tosca"), affianca Antonioni nella sperimentazione elettronica de "Il mistero di Oberwald"), trionfa in coppia con Alberto Sordi (specie grazie a Polvere di stelle diretto da Albertone), spinge al debutto dietro la macchina da presa prima Carlo Di Palma (il grande direttore della fotografia che è diventato il suo compagno) e poi il fotografo Roberto Russo che con lei debutta da regista con "Flirt" che le fa vincere il premio come migliore attrice a Berlino nel 1983.

I premi - Nel corso della sua lunga carriera ha vinto 5 David, 3 Nastri d'argento, 12 Globi d'oro, il Leone d'oro alla carriera a Venezia, l'Orso d'argento alla Berlinale e svariati altri riconoscimenti. 

Gli omaggi - Alla notizia della morte di Monica Vitti un lungo applauso si è levato in sala stampa a Sanremo. Il presentatore Amadeus, il direttore di Rai1 Stefano Coletta e tutti i presenti in sala hanno reso omaggio all'attrice italiana. «Non c'è dubbio che stasera faremo un omaggio a Monica Vitti, anche se la scaletta è già pronta», promette il direttore artistico del Festival. «A volte basta una vera emozione, non per forza un numero di spettacolo. Un gesto, una parola, un applauso, uno sguardo sincero va molto più in là di un numero confezionato», ha aggiunto.

E non è l'unico ricordo che arriva in questi minuti, a cominciare da quello del Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, che esprime «profondo cordoglio per la morte di Monica Vitti. Attrice di grande ironia e di straordinario talento, ha conquistato generazioni di italiani con il suo spirito, la sua bravura, la sua bellezza. Ha dato lustro al cinema italiano nel mondo. Al marito Roberto Russo e a tutti i suoi cari, le condoglianze del Governo».

«Un'attrice immensa, completa, dalla personalità forte e incisiva. La ricorderò sempre per esser stata la prima attrice a incoraggiarmi e ad applaudirmi in una visione privata a casa di Sergio Leone di 'Bianco Rosso e Verdone'. Le giovani attrici dovranno studiare bene le sue interpretazioni, ne saranno illuminate», commenta a caldo Carlo Verdone. «Con Anna Magnani sarà ricordata come un'attrice straordinaria sia nel dramma sia nel brillante. Ha avuto uno splendido e ammirevole uomo accanto: Roberto Russo», aggiunge.

«Mi dispiace molto della morte di Monica Vitti anche perché era una mia compagna di strada... Diciamo abitavamo molto vicini quando eravamo giovani... poi ci siamo sempre frequentati fin quando si è ammalata. Mi manca già molto come peraltro mi manca Sordi come mi manca Antonioni», commenta addolorato Maurizio Costanzo.

 

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