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La bellezza nascosta del treno in una mostra che non potete perdervi

CHIASSOLa bellezza nascosta del treno in una mostra che non potete perdervi

08.11.21 - 06:00
Ovvero “Treni fra arte, grafica e design” del al M.a.x Museo e che è ricca di piccole grandi gemme
Davide Giordano
La bellezza nascosta del treno in una mostra che non potete perdervi
Ovvero “Treni fra arte, grafica e design” del al M.a.x Museo e che è ricca di piccole grandi gemme

CHIASSO -  Sul treno ci abbiamo passato tutti una grandissima quantità di ore, giorni e forse anche anni ma la verità è che lo conosciamo pochissimo.

Una verità di cui si prende coscienza, ma anche piacevolmente, visitando la mostra che si sta tenendo al M.a.x Museo di Chiasso e che vi resterà fino al 24 aprile 2022.

“Treni fra arte, grafica e design” ci mostra un treno un po' diverso da quello che conosciamo, non un semplice mezzo di trasporto ma un vettore (e un motore) culturale importantissimo per l'Europa durante tutto l'arco del Novecento.

Un'importanza che traspare da tutto il materiale grafico (e non) che accompagna i viaggi in treno fra la belle époque (a cavallo dei due secoli) fino al boom del dopoguerra ('50-60) e che continua fino a ridosso del millennio.

«È stato il primo mezzo ad attraversare le frontiere dei regni (perché in quegli anni proprio di regni si può parlare) e mettere in contatto angoli lontanissimi dell'Europa e del mondo», ci spiega la direttrice del M.a.x Museo Nicoletta Ossanna Cavadini, «è stato un simbolo d'innovazione e di forza ma anche di apertura e scoperta, trasportando su di sé le élite culturali». Insomma, fra l'inizio del secolo e la metà del secolo, il treno era davvero un'avanguardia.

Non è un caso, quindi, che per realizzare cartellonistica e materiale promozionale venissero scomodati i più grandi in assoluto di quei tempi: «Quello della cartellonistica era un settore nuovo e innovativo, chi ci lavorava arrivava direttamente dalle accademie di belle arti», continua Cavadini. A cimentarsi anche artisti di peso estremo come Giacometti e Dalì (e i loro lavori li trovate anche alla mostra).

Oltre alle opere, più di un centinaio e proveniente da diversi archivi pubblici e collezionisti privati, l'esposizione ospita anche diversi pezzi di oggettistica d'epoca. Dalle bellissime valigie - anche griffate Louis Vuitton - alle poltrone, passando per le abat-jour (pesantissime, per evitare di essere sbalzate in caso di tremori) così come le livree indossate dal personale.

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