Si andrà a elezioni anticipate

Il voto potrebbe essere fissato per l'8 o il 15 febbraio
TOKYO - La premier giapponese Sanae Takaichi ha comunicato al suo schieramento di governo l'intenzione di sciogliere la Camera dei rappresentanti all'inizio della sessione ordinaria della Dieta, che si aprirà il 23 gennaio. Lo hanno confermato oggi esponenti di spicco del Partito Liberal-democratico (LDP) alla guida dell'esecutivo e l'alleato della coalizione, il Partito dell'Innovazione Giapponese (JIP).
Secondo fonti governative, Takaichi illustrerà ufficialmente la sua decisione nel corso di una conferenza stampa prevista lunedì prossimo.
Lo scioglimento anticipato - previsto a meno di un anno e mezzo dalle ultime elezioni - potrebbe far slittare la campagna elettorale al 27 gennaio o al 3 febbraio, con il voto fissato rispettivamente per l'8 o il 15 febbraio.
Nonostante goda di un alto tasso di consenso popolare da quando è entrata in carica lo scorso ottobre, la coalizione LDP-JIP detiene una maggioranza risicata alla Camera bassa, ottenuta grazie all'appoggio di tre parlamentari indipendenti. Al Senato, invece, rimane in minoranza e deve negoziare con le opposizioni per approvare qualsiasi provvedimento.
La tempistica dell'annuncio ha sollevato numerose critiche, con il Partito democratico costituzionale (DPJ) che ha definito «inaccettabile» lo scioglimento della Camera a scapito dell'approvazione del bilancio per l'esercizio 2026, che entrerà in vigore ad aprile.
Dello stesso avviso il Partito democratico per il popolo (DPP), che ha invitato la premier a concentrarsi sulle politiche economiche piuttosto che su un voto anticipato.
Komeito, storico alleato dell'LDP, ora all'opposizione, ha espresso «difficoltà a comprendere» la scelta, considerando il rischio di non varare in tempo il bilancio, «fondamentale per la vita dei cittadini e per l'economia».



