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MONTENEGROIl Montenegro verso un nuovo governo

12.06.23 - 07:44
Stando ai primi risultati, il Movimento Europa si è affermato con forza e il Pes sembra fare un tonfo meno pesante di quanto previsto
keystone-sda.ch / STR (Risto Bozovic)
Fonte Ats ans
Il Montenegro verso un nuovo governo
Stando ai primi risultati, il Movimento Europa si è affermato con forza e il Pes sembra fare un tonfo meno pesante di quanto previsto

PODGORICA - Nelle elezioni anticipate di oggi in Montenegro si è affermato, come era nelle previsioni, il Movimento Europa ora (Pes), nuova formazione europeista e riformista fondata un anno fa dal nuovo e giovane presidente Jakov Milatovic, ma la sconfitta annunciata del Partito democratico dei socialisti (Dps) del veterano leader montenegrino Milo Djukanovic sembra profilarsi meno pesante di quanto si era pronosticato alla vigilia.

Stando ai primi risultati preliminari diffusi in serata dai due Istituti di ricerca demoscopica e monitoraggio CeMI e Cdt, al Pes sarebbe andato il 25%-26% dei consensi, rispetto al 23%-24% che avrebbe ottenuto il Dps, il partito storico che con Djukanovic (come premier e come presidente) ha dominato la scena politica degli ultimi trent'anni nel piccolo Paese balcanico.

Terza forza risulta essere la coalizione Per il futuro del Montenegro (filoserbi) attestata fra il 14% e il 15%. Almeno altre due formazioni avrebbero superato lo sbarramento del 3% necessario per entrare nel parlamento montenegrino di 81 seggi - il partito Ura del premier in carica Dritan Abazovic, dato intorno al 12%-13% in coalizione con i Democratici, e il partito della minoranza bosniaca che avrebbe ottenuto tra il 6% e il 7%.

Se tale rapporto di forze verrà confermato dai dati consolidati sui risultati del voto da parte della commissione elettorale, nessun partito sarebbe in grado di governare da solo e il Pes, che con tutta probabilità otterrebbe l'incarico di formare un nuovo esecutivo, dovrebbe andare in cerca di alleanze. Esclusa una 'grande coalizione' con il Dps di Djukanovic, sconfitto nettamente da Milatovic nelle recenti presidenziali, determinante potrebbe rivelarsi la posizione della coalizione Per il futuro del Montenegro.

Obiettivo primario del nuovo governo, come dichiarato oggi sia da Milatovic che da Djukanovic al momento del voto, dovrà essere il ripristino di una stabilità politica che in Montenegro manca da circa tre anni, unitamente alla rapida ripresa delle riforme e del percorso di integrazione europea, obiettivo strategico del Paese ex jugoslavo ma fortemente rallentato se non bloccato del tutto dalla persistente crisi e dall'alternarsi di governi deboli e ribaltoni parlamentari.

Favorito per l'incarico di nuovo premier appare Milojko Spajic, attuale giovane leader del Pes e tra i fondatori di tale nuovo Movimento, anche se i suoi avversari già prima della campagna elettorale lo hanno accusato di legami con Do Kwon, il sudcoreano tra le figure centrali delle criptovalute, arrestato in marzo in Montenegro con accuse di frode e corruzione e ricercato sa Usa e Corea del sud. Accuse respinte seccamente anche oggi da Spajic.

Le elezioni odierne sono state caratterizzate da un sensibile calo dell'affluenza alle urne, risultata di poco sopra il 56%, una ventina di punti inferiore rispetto alle ultime elezioni parlamentari del 30 agosto 2020. Il Montenegro, indipendente dal 2006 quando con un referendum si staccò da una Unione con la Serbia, ha aderito alla Nato nel 2017 e da oltre un decennio è impegnato nel negoziato di adesione alla Ue.

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