TIBET
20.08.2011 - 13:560
Aggiornamento : 16.11.2014 - 13:32

Scontri e arresti durante il funerale del monaco martire

TAWU NYITSO - Un numero imprecisato di persone sono state picchiate e arrestate in Tibet nei pressi del monastero di Tawu Nyitso, dove migliaia di tibetani si erano riuniti per rendere omaggio a Tsewang Norbu, il monaco di 29 anni immolatosi dandosi fuoco a ferragosto invocando la libertà del Tibet e il ritorno del Dalai Lama.

Le forze di sicurezza cinesi, circa un migliaio di agenti, dopo la morte del monaco, hanno cordonato il monastero tagliando luce ed elettricità. Nonostante il divieto delle autorità, i monaci hanno portato il corpo di Tsewang Norbu nel suo monastero dove oltre 10.000 tibetani lo hanno raggiunto per dargli un ultimo saluto.

A questo punto la polizia è intervenuta per bloccare l'adunata ordinando l'immediata cremazione del corpo del giovane deceduto. Secondo il sito Phayul, le autorità hanno presidiato il sito del funerale, impedendo ai locali di parteciparvi. "I locali - ha raccontato Khenrab, un monaco che vive a Dharamsala ma ha molte conoscenze a Tawu - hanno potuto dare l'ultimo saluto a Tsewang, solo da molto lontano, senza potersi avvicinare".

I tibetani in esilio nel mondo, da New York a Dharamsla a Taiwan, hanno organizzato veglie di preghiera in segno di protesta e in ricordo del sacrificio di Tsewang Norbu. Il parlamento tibetano in esilio, da Dharamsala in India ha fatto sapere che "fatti come questo che accadono frequentemente in Tibet indicano chiaramente il profondo risentimento della gente del Tibet contro le politiche sbagliate del governo cinese nei confronti del Tibet".

Intanto anche nella rete sono molti i messaggi di protesta e di denuncia per quanto accaduto. T endor, direttore esecutivo dell'organizzazione per gli studenti per il Tibet Libero, sulla sua pagina di Facebook ha chiamato tutti a raccolta per effettuare una manifestazione di protesta a New York, dinanzi al consolato cinese, in memoria del monaco morto.

"Il prezioso sacrifico di Tsewan Norbu - ha detto Tsewan Ringzin, presidente del Congresso dei Giovani Tibetani, la maggiore organizzazione in esilio pro indipendenza del Tibet - darà ispirazione e rinascita a migliaia di altri monaci che troveranno la forza di continuare la nostra lotta e alla fine riconquistare l'indipendenza del Tibet".

Ats Ans


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