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Il piano B per lo ius soli: Usa vietati alle donne incinte

Trump affida al suo attorney general la ricerca di soluzioni legali per frenare il fenomeno del 'turismo delle nascite' e ottenere restrizioni sullo ius soli.
Il piano B per lo ius soli: Usa vietati alle donne incinte
Imago
Fonte Benedetta Guerrera, Ansa
Il piano B per lo ius soli: Usa vietati alle donne incinte
Trump affida al suo attorney general la ricerca di soluzioni legali per frenare il fenomeno del 'turismo delle nascite' e ottenere restrizioni sullo ius soli.

WASHINGTON - All'indomani dello schiaffo della Corte Suprema sullo ius soli Donald Trump ha iniziato a lavorare ad un piano alternativo: fermare il "turismo delle nascite".

Il presidente americano, che sta anche facendo pressione sul Congresso affinché approvi una legge per limitare il diritto di cittadinanza per nascita, ha affidato questo delicato dossier al suo attorney general ad interim, Todd Blanche. L'obiettivo, ha spiegato l'ex avvocato del tycoon, "è ridurre al minimo o limitare la possibilità che le persone vengano qui non per visitare il Paese o per svolgere le attività dichiarate al momento della richiesta del visto turistico, bensì esclusivamente per far nascere un bambino che possa poi ottenere la cittadinanza americana".

Numeri alla mano, il fenomeno del turismo delle nascite non è così diffuso come sostiene l'amministrazione. Durante la discussione del caso sullo ius soli presso il massimo tribunale americano, perfino l'avvocato del governo D. John Sauer ha ammesso che "nessuno sa con certezza" quanto sia effettivamente rilevante. Il Center for Immigration Studies, un think-tank anti-migranti, ha stimato che ogni anno ci sono tra i 20'000 e i 26'000 parti di donne in possesso di visto turistico. Una cifra inferiore all'1% del totale dei bambini nati negli Stati Uniti ogni anno. Per dare un'idea del contesto, secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), nel 2025 negli Stati Uniti sono nati 3,6 milioni di bambini, il che rende il "turismo della nascita" relativamente raro.

Ciononostante, è stato e continuerà ad essere il fulcro delle argomentazioni dell'amministrazione Trump contro lo ius soli. L'ordine esecutivo del presidente, firmato il primo giorno del suo ritorno alla Casa Bianca, mirava a ridefinire l'interpretazione dell'emendamento, sostenendo che i figli nati da genitori non cittadini-— presenti nel Paese illegalmente o in possesso di uno status legale temporaneo, come turisti o studenti stranieri - non siano "soggetti alla giurisdizione" degli Stati Uniti e, di conseguenza, non abbiano diritto alla cittadinanza per nascita. Ma con un voto di 6 a 3 i saggi hanno respinto tale interpretazione.

Adesso the Donald sta cercando un'altra via. Dando mandato al dipartimento di Giustizia, a quello di Stato e a quella per la sicurezza interna di trovare i cavilli legali per impedire il "turismo delle nascite" e, al contempo, sollecitando Capitol Hill ad emanare una nuova legge che introduca eccezioni al principio dello ius solis. Qualsiasi provvedimento legislativo dovrà, comunque, superare l'ostacolo della procedura di ostruzionismo (il cossidetto "filibuster") che richiede una maggioranza di 60 voti, una soglia rivelatasi spesso insormontabile per i disegni di legge più divisivi del tycoon.

A differenza di altre battaglie intraprese da Trump, questa accomuna la maggior parte dei repubblicani e del movimento Maga. "Ritengo che negli ultimi anni si sia verificato un abuso smodato di questa pratica", ha dichiarato dopo la sentenza della Corte Suprema lo speaker della Camera, Mike Johnson. "Basta arrivare sul territorio nazionale, far nascere il proprio figlio e poi questi può usufruire del sistema sociale e di tutto il resto". Anche JD Vance si è detto allarmato. "Non capisco come si possa sostenere che, se una persona che si trova illegalmente nel Paese o una donna incinta che viene negli Stati Uniti in vacanza partorisce, allora all'improvviso l'intera famiglia possa beneficiare della cittadinanza americana - ha sottolineato il vice presidente -. Non credo che fosse questo ciò che avevano in mente i Padri costituenti al momento di redigere il XIV emendamento".

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