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Libano

Alta tensione in Libano. Drone su una base Unifil con gli italiani

Israele e Hezbollah intensificano lo scontro nel sud del Libano alla vigilia di nuovi negoziati a Washington.
afp
Fonte ats
Alta tensione in Libano. Drone su una base Unifil con gli italiani
Israele e Hezbollah intensificano lo scontro nel sud del Libano alla vigilia di nuovi negoziati a Washington.

BEIRUT/ROMA - Israele intensifica i sanguinosi bombardamenti in Libano alla vigilia dell'atteso nuovo round di colloqui diretti previsti a Washington, mentre un drone è esploso all'interno del quartiere generale della missione Onu (Unifil), dove c'è anche un contingente italiano, senza però causare feriti. Questo mentre Hezbollah, che non è parte negoziale ma è il principale attore politico-militare libanese, rivendica una serie di risposte contro i militari israeliani, che tentano di penetrare nella profondità del sud del Libano, in particolare oltre il fiume Litani.

Sul terreno, le ultime ore sono state segnate da una nuova serie di raid israeliani contro veicoli in diverse aree del paese e dall'esplosione di un drone, attribuito a Hezbollah, all'interno della base Unifil di Naqura, lungo la costa mediterranea e dove si trova parte del contingente italiano. Prima e dopo l'esplosione, Israele aveva preso di mira la zona di Naqura.

La missione Onu ha espresso preoccupazione «per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu». Anche il presidente italiano Sergio Mattarella, in una telefonata con il capo dello Stato israeliano, Isaac Herzog, ha ribadito di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil.

Secondo il ministero della sanità libanese, tre attacchi israeliani con droni a sud di Beirut, hanno ucciso otto persone, tra cui due bambini. Un altro drone israeliano ha colpito un furgone a Sidone. Il conducente del mezzo è stato ucciso e un'altra persona è rimasta ferita. L'esercito israeliano afferma di aver colpito nelle ultime 24 ore oltre «40 infrastrutture» di Hezbollah nel sud del Libano, tra cui «depositi di armi» ed «edifici definiti a uso militare».

Secondo la stessa fonte, sono stati uccisi combattenti considerati «una minaccia» per le forze israeliane e sono stati colpiti «lanciatori pronti al tiro verso il territorio israeliano». Una versione in parte smentita dal governo di Beirut, secondo cui nelle ultime 36 ore i raid israeliani hanno ucciso 21 persone, tra cui un soldato dell'esercito e due soccorritori. I funerali dei due paramedici si sono svolti a Sidone nella commozione generale.

Hezbollah, da parte sua, ha rivendicato azioni contro le forze di occupazione israeliane: contro un carro armato ad Ainata e contro un gruppo di soldati che tentavano di avanzare a nord di Bint Jbeil. Sullo sfondo, sono attese giovedì e venerdì a Washington le delegazioni di Israele e Libano per il terzo round di colloqui diretti mediati dagli Stati Uniti nell'arco di un mese. Fonti di stampa americane affermano che le trattative dovrebbero definire «un accordo quadro per una pace duratura, accordi di sicurezza, il ripristino della sovranità libanese su tutto il territorio, la delimitazione dei confini e percorsi concreti per aiuti umanitari e ricostruzione».

Gli ostacoli sembrano però insormontabili. Anche perché Washington pone due condizioni: che il governo libanese disarmi Hezbollah e che Israele si ritiri dal sud del Libano. Due obiettivi difficili da raggiungere, almeno nel breve e medio termine.

Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha annunciato intanto su X di avere «avuto oggi un ulteriore approfondito colloquio con il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi, per confermare il pieno sostegno dell'Italia alla stabilità e alla sicurezza del Libano».

«In vista dei negoziati che proseguono domani a Washington tra Libano e Israele, abbiamo confermato la necessità di preservare il cessate il fuoco, evitare nuove escalation e continuare a lavorare per il disarmo di Hezbollah», ha aggiunto Tajani, assicurando che «l'Italia continuerà a fare la sua parte: dal sostegno umanitario ai civili e agli sfollati, al rafforzamento delle Istituzioni libanesi e delle Forze Armate e di Sicurezza attraverso l'Unifil, la missione bilaterale Mibil e il Comitato tecnico-militare per il Libano». Il ministro ha anche ribadito che «la sicurezza e l'incolumità dei nostri caschi blu Unifil e dei civili restano una priorità assoluta».

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