«Nessun contagio è stato nascosto»

Il governo respinge le affermazioni del governatore delle Canarie
MADRID - «Nessun contagio è stato nascosto»: con queste parole, la ministra spagnola della Sanità Monica Garcia ha respinto le accuse di aver occultato casi di hantavirus sulla nave da crociera Hondius, in risposta alle critiche del governatore delle Canarie, Fernando Clavijo, secondo cui l'esecutivo centrale avrebbe «nascosto informazioni».
«Non c'è spazio per accuse e speculazioni», ha detto Garcia in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, poiché l'esecutivo ha fornito «informazioni assolutamente trasparenti sulla situazione epidemiologica di ciascun passeggero» evacuato dalla nave. «Abbiamo trattato tutti i passeggeri» della nave crociera Hondius «come se fossero positivi all'hantavirus, come se fossero casi, da qui le misure straordinarie di protezione che sono state impiegate» per l'evacuazione e il trasferimento nei Paesi d'origine, ha spiegato Garcia.
Polemiche per «vantaggio politico»
«Quando la nave si è ancorata a Granadilla» alle Canarie «non c'era nessuna persona con sintomi. Non solo sintomi respiratori: non c'era nemmeno una persona con la febbre», ha instito la ministra, nel segnalare che un aereo sanitario del coordinamento europeo della Protezione Civile, era «pronto sulla pista» per trasferire eventuali passeggeri sintomatici, per «ogni scenario».
Garcia ha accusato chi alimenta le polemiche di «voler trarre vantaggio politico» dalla crisi sanitaria, della quale «allarmismo, disinformazione e speculazioni politiche sono un problema aggiunto».
Vigilanza in Algeria
Intanto, l'Algeria ha attivato un dispositivo di vigilanza sanitaria ai valichi di frontiera e negli ospedali nell'ambito delle misure preventive contro l'Hantavirus, dopo la comparsa di casi legati alla nave da crociera Mv Hondius. Tali misure sono contenute in un'istruzione del ministero della Salute, consultata dall'agenzi di stampa ANSA, indirizzata alle strutture sanitarie del Paese nonché ai servizi dei wali (governatori).
Nel documento, il dicastero precisa che il rischio nel Paese resta «debole», in assenza di legami epidemiologici diretti e considerata la rarità della trasmissione interumana del virus Andes, ma invita comunque a rafforzare la vigilanza a causa della mobilità internazionale e del periodo di incubazione che può raggiungere sei settimane.



