«11 casi sospetti, 9 confermati»

L'Oms elogia la gestione internazionale dell'emergenza sulla nave Hondius dopo l'evacuazione dei passeggeri.
MADRID - «La valutazione dell'Organizzazione Mondiale della Salute è che il rischio per la salute globale è basso»: lo ha detto il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel segnalare, all'indomani dell'evacuazione di circa 120 passeggeri dalla nave Hondius colpita dal focolaio di hantavirus, che sono attualmente «11 i casi attivi, 9 dei quali positivi all'hantavirus».
«Sono cifre che non sono cambiate molto durante le ultime settimane grazie agli sforzi di molti governi e non si sono prodotti decessi dal 2 maggio», ha detto Ghebreyesus, in conferenza stampa con il premier spagnolo Pedro Sanchez al Palazzo della Moncloa.
Tuttavia, ha aggiunto, «è possibile che nelle prossime settimane vengano scoperti altri casi». Ora spetta ai Paesi nei quali sono stati trasferiti i passeggeri continuare il monitoraggio.
L'OMS raccomanda una «stretta sorveglianza» delle persone – sia a casa sia in strutture idonee – fino al 21 giugno, ha spiegato ancora Tedros. L'organizzazione ha elaborato delle linee guida per la gestione dei passeggeri evacuati, ma i singoli Stati possono adattarle. "Hanno anche la loro sovranità. Non possiamo obbligarli ad adottare i nostri protocolli", ha affermato il direttore OMS.
Lo sbarco a Tenerife, l'origine del focolaio
La Hondius è arrivata domenica al porto di Granadilla, nel sud di Tenerife. Con voli speciali, le persone sono state riportate nei rispettivi Paesi d'origine con particolari misure di sicurezza. L'evacuazione si è conclusa lunedì sera. La nave ha poi proseguito il viaggio verso i Paesi Bassi con un equipaggio ridotto. Secondo l'OMS, la catena di infezione sarebbe partita da una coppia olandese che potrebbe essersi contagiata in Sud America prima dell'imbarco. Finora si contano tre vittime: la coppia olandese e una passeggera tedesca. In totale, secondo l'OMS, a bordo della nave c'erano quasi 150 persone provenienti da 23 Paesi.



