Il Venezuela apre ai privati nel petrolio

Dopo la caduta di Maduro passa una riforma storica, asse con Washington
CARACAS - Il Venezuela cambia rotta sul petrolio. Il Parlamento ha approvato una profonda riforma della legge organica sugli idrocarburi che apre il settore alla partecipazione di capitali privati e stranieri, segnando una svolta storica rispetto al modello di rigido controllo statale promosso dal chavismo negli ultimi 25 anni. Il provvedimento, votato in seconda lettura dal Parlamento a maggioranza Psuv, il Partito socialista unito del Venezuela fondato da Hugo Chávez, attende ora la firma esecutiva della presidente ad interim Delcy Rodríguez per entrare formalmente in vigore. L'approvazione arriva a poche settimane dalla cattura dell'ex presidente de facto Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio scorso nel corso di un'operazione militare statunitense a Caracas: evento che ha impresso un'accelerazione inattesa al riassetto politico e istituzionale del Paese sudamericano. Secondo diversi osservatori, la riforma è stata messa a punto in tempi record nel quadro di una nuova e più stretta collaborazione tra il governo ad interim venezuelano e Washington.
La nuova legge archivia l'impianto introdotto da Chávez tra il 2006 e il 2009 e rappresenta la prima revisione organica del settore dal 2007. Il testo riduce in modo significativo il ruolo dello Stato nella gestione dei giacimenti, elimina l'obbligo per la compagnia pubblica Pdvsa di detenere una quota di maggioranza e consente alle imprese private di operare i campi petroliferi in autonomia e di commercializzare direttamente il greggio. Lo Stato mantiene la proprietà delle risorse, ma apre ampi spazi ai contratti di partecipazione produttiva, uno strumento sostenuto da tempo dalla stessa Rodríguez.
Sul piano fiscale, la riforma introduce ampie agevolazioni per gli investitori, tra cui esenzioni dall'imposta sul reddito, dall'Iva, dai dazi doganali e dai tributi locali, oltre a un'imposta integrata sugli idrocarburi fino al 15% dei ricavi lordi, modulabile dall'Esecutivo progetto per progetto. È inoltre previsto il ricorso all'arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie, una richiesta chiave degli investitori esteri e dell'amministrazione statunitense in nome della "sicurezza giuridica".
Il cambio di paradigma avviene in un Paese che detiene le maggiori riserve petrolifere provate al mondo ma che oggi produce circa 1,1 milioni di barili al giorno, contro i 3,1 milioni raggiunti prima dell'arrivo al potere di Chávez nel 1999.



