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IRAN

Continuano gli arresti e la repressione delle proteste in Iran

I morti sarebbero ormai migliaia.
AFP
Fonte Ats
Continuano gli arresti e la repressione delle proteste in Iran
I morti sarebbero ormai migliaia.

TEHERAN - L'Iran continua ad arrestare i "rivoltosi" a seguito dell'ondata di proteste che da settimane attraversano il Paese. Lo riferiscono i media e gli osservatori locali, puntando il dito contro le autorità che stanno attuando una repressione che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato migliaia di morti, sotto la copertura delle continue restrizioni di Internet.

I media statali iraniani continuano a riportare regolarmente arresti di persone che, a loro dire, sono coinvolte in una «operazione terroristica» fomentata dagli acerrimi nemici di Teheran, Israele e Stati Uniti.

La televisione di Stato ha annunciato oggi che 73 persone sono state arrestate per «sedizione sionista-americana» nel centro di Isfahan, sebbene la cifra a livello nazionale rimanga poco chiara. L'agenzia di stampa Tasnim ha dichiarato alla fine della scorsa settimana che erano state arrestate 3'000 persone, mentre i gruppi per i diritti umani hanno sostenuto che il numero stimato è salito a circa 25'000.

Il procuratore di Teheran ha intentato cause legali contro 25 persone, tra cui atleti e attori, nonché contro 60 coffee shop «che direttamente o indirettamente hanno accompagnato o sostenuto gli appelli al terrorismo» durante le proteste, ha riferito il sito web della magistratura Mizan Online, aggiungendo che sono state sequestrate anche delle proprietà.

Aumenta allo stesso tempo l'isolamento internazionale nei confronti della Repubblica islamica a causa della repressione in atto. Il Forum economico mondiale (WEF) ha annullato la partecipazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, prevista per oggi al vertice di Davos (GR), affermando che non sarebbe stata «giusta». Secondo Araghchi tale decisione si basa su «bugie» e pressioni politiche da parte di Israele e Stati Uniti.

Un 19enne condannato a morte - Intanto Amnesty International, su X, scrive «No all'esecuzione di Amirhossein Ghaderzadeh, il diciannovenne detenuto dal 9 gennaio per aver preso parte alle proteste a Rasht, nella provincia di Gilan in Iran. Accusato di tradimento, è stato condannato all'impiccagione. Le autorità hanno informato la sua famiglia che l'esecuzione è prevista per domani, 21 gennaio».

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