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LAMONE-CADEMPINO

«Il nostro ospedale veterinario sotto accusa? Ecco perché»

Veterinari in Ticino: tra accuse di caos e realtà regolamentata, il dibattito si accende. Clelia Sartori Morel: «Garantiamo professionalità e assistenza a livelli della medicina umana»
«Il nostro ospedale veterinario sotto accusa? Ecco perché»
Davide Giordano tio/20min
«Il nostro ospedale veterinario sotto accusa? Ecco perché»
Veterinari in Ticino: tra accuse di caos e realtà regolamentata, il dibattito si accende. Clelia Sartori Morel: «Garantiamo professionalità e assistenza a livelli della medicina umana»

LAMONE-CADEMPINO - Regole poco chiare, titoli di studio poco attendibili, ospedali che forse non potrebbero definirsi tali. L’Ordine dei medici veterinari lancia l’allarme: in Ticino è una giungla. Ma è davvero così?

«Definire il mondo veterinario ticinese una “giungla” mi sembra esagerato - afferma Clelia Sartori Morel, fondatrice e amministratrice unica dell’Ospedale veterinario La Trinità di Lamone-Cadempino -. I veterinari che operano in Ticino sono in possesso del libero esercizio rilasciato dallo Stato. Le specializzazioni sono un valore aggiunto. Forse qualcosa andrebbe regolamentato meglio, ma parlare di giungla mi sembra eccessivo».

La polemica sollevata negli scorsi giorni dall'Ordine dei medici veterinari del canton Ticino sembra colpire indirettamente anche la sua struttura, attiva dall’ottobre 2023 e definita ospedale veterinario per animali da compagnia, un unicum in Ticino. La scelta del nome, spiega, deriva dal fatto che «è stata progettata e costruita come un ospedale». Dispone infatti «di reparti dedicati, sale chirurgiche con standard simili a quelli umani, aree per pazienti infetti, degenze separate e personale presente 24 ore su 24. Le cure intensive garantiscono monitoraggio continuo, giorno e notte».

Sartori Morel sottolinea che sul territorio esistono realtà di diverso livello: «In alcune zone è normale trovare ambulatori più piccoli, che in caso di necessità si appoggiano a strutture più attrezzate».

Ma perché non chiamarla clinica? «Discutendone anche con il Cantone, quelle presenti sul territorio non offrivano tutte le caratteristiche che avremmo garantito noi. Il nostro ruolo è simile a quello dell’ospedale nella medicina umana». Ribadisce però: «Si tratta di un ospedale per animali da compagnia, non di una struttura universitaria come il Tierspital di Zurigo».

L’ospedale garantisce un servizio di urgenza continuo, con veterinari e assistenti sempre presenti e specialisti reperibili. Non fa però parte del picchetto cantonale: «Non ne conosciamo il motivo, ed è un peccato».

La struttura conta 45 dipendenti, di cui circa 20 veterinari, tutti iscritti a MedReg e titolari di libero esercizio. Le infermiere, una decina, sono formate prevalentemente alla scuola cantonale di Locarno, alcune possiedono un titolo estero equivalente: «Manca ancora una legislazione chiara sul titolo, ma qualcosa dal punto di vista formativo si sta muovendo».

Non mancano infine le verifiche: «Siamo stati controllati più volte sia dall’Ufficio della sanità sia dall’Ufficio del lavoro: nel giro di un paio d'anni siamo passati da 15 a 45 dipendenti. Sono frequenti e dettagliati».

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