Cerca e trova immobili
CANTONE

Naturalizzazioni, il Cantone bacchetta Lugano

Il problema è strutturale: «Ci sono molti colli di bottiglia sia a livello comunale che a livello cantonale»
TIPRESS
Fonte laRegione
Naturalizzazioni, il Cantone bacchetta Lugano
Il problema è strutturale: «Ci sono molti colli di bottiglia sia a livello comunale che a livello cantonale»

LUGANO - Tempi lunghi, attese che si accumulano e una procedura giudicata insoddisfacente. Le naturalizzazioni a Lugano finiscono sotto la lente del Cantone. A richiamare formalmente il Municipio è stato il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, preoccupato per ritardi ritenuti ingiustificati nella concessione dell’attinenza comunale. Ritardi che, secondo l’organo di vigilanza, aggravano un iter già di per sé complesso e aprono il rischio di ricorsi per diniego di giustizia. Lo riferisce laRegione.

Il Municipio ha girato la segnalazione alla commissione incaricata di esaminare le domande, chiedendo di accelerare e di chiarire quali misure intenda adottare. Il problema, però, non è nuovo: oggi le richieste pendenti sarebbero circa 400. Per Carlo Zoppi, presidente della Commissione petizioni (La Sinistra), la lentezza è strutturale. «L’attuale legislazione sulla cittadinanza è farraginosa e lenta per sua natura. Nel corso di tutta la procedura ci sono molti colli di bottiglia sia a livello comunale che a livello cantonale che allungano la procedura di naturalizzazione»», osserva, ricordando che si tratta di una legge “ibrida”, a metà tra amministrazione e politica.

Dal Cantone arriva comunque una precisazione: la qualità del lavoro dell’amministrazione comunale è ritenuta soddisfacente, ma non sufficiente a ridurre i tempi. La responsabilità di garantire decisioni entro termini ragionevoli resta infatti amministrativa, non politica.

Negli anni le tensioni non sono mancate. Nel 2024 la commissione aveva rinunciato alla pausa estiva per smaltire oltre 200 incarti; nel 2020 la Lega arrivò allo “sciopero dello zelo”. Oggi, aggiunge Zoppi, la commissione tratta circa sette domande a seduta. Un ritmo giudicato buono, ma insufficiente a smaltire l’arretrato. Intanto, a destra, resta forte l’opposizione a ogni accelerazione, mentre altre voci rivendicano la naturalizzazione come un diritto, se i requisiti di legge sono rispettati.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE