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TAIWANL'allarme di Taipei: 36 jet e 7 navi da guerra cinesi intorno all'isola

21.06.24 - 09:38
I militari «hanno monitorato la situazione e risposto di conseguenza», ha spiegato ministero della Difesa taiwanese.
Imago
Fonte ATS ANS
L'allarme di Taipei: 36 jet e 7 navi da guerra cinesi intorno all'isola
I militari «hanno monitorato la situazione e risposto di conseguenza», ha spiegato ministero della Difesa taiwanese.

TAIPEI - Il ministero delle Difesa taiwanese ha riferito che sull'arco di 24 ore alle 6 locali (mezzanotte in Svizzera) sono stati rilevati 36 aerei e 7 navi da guerra cinesi intorno all'isola, in quella che è una delle maggiori incursioni del 2024 da parte delle forze armate di Pechino.

Ben 34 aerei, si legge in una nota, hanno superato la linea mediana dello Stretto entrando nella zona taiwanese di identificazione di difesa aerea (Adiz) orientale e di sudovest.

I militari di Taipei «hanno monitorato la situazione e risposto di conseguenza». La mossa di Pechino è maturata a due giorni dalla vendita di armi Usa a Taipei da 360 milioni di dollari.

Gli aerei militari cinesi si sono avvicinati a 37 miglia nautiche da Taiwan, in quello che è uno degli approcci più vicini registrati quest'anno. Il ministero della Difesa di Taipei ha mobilitato le sue unità aeree, navali e i missili di terra per seguire più da vicino l'evoluzione degli eventi.

Gli Stati Uniti hanno dato in settimana il via libera alla vendita di armi a Taiwan per 360 milioni di dollari, tra mini-missili e droni. L'Agenzia per la cooperazione e la sicurezza della difesa del Pentagono, ha riferito che l'operazione «contribuirà a migliorare la sicurezza dell'isola e aiuterà a mantenere la stabilità politica, l'equilibrio militare e il progresso economico nella regione». La vendita, che ha provocato la durissima reazione della Cina che rivendica la sovranità sull'isola, include i 'mini-missili' munizioni antiuomo e anti-armatura Switchblade 300 e le relative attrezzature e quasi 1'000 temutissimi 'droni suicidi' Altius 600M-V.

Le ultime rilevazioni delle attività militari della Cina, segnalano una rilevante operatività dell'Esercito popolare di liberazione intorno a Taiwan, alle Filippine (con l'impennata delle tensioni intorno alle acque contese delle secche di Second Thomas nel mar Cinese meridionale) e alle Senkaku, l'arcipelago disabitato a nordest di Taipei nel controllo di Tokyo ma rivendicato da Pechino.

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