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SIRIAOnu «seriamente preoccupata» dall'epidemia di colera

13.09.22 - 11:50
Quasi un migliaio i casi, almeno otto le persone decedute
AFP
Fonte Ats Ans
Onu «seriamente preoccupata» dall'epidemia di colera
Quasi un migliaio i casi, almeno otto le persone decedute

DAMASCO - L'Onu si dice «seriamente preoccupata» per il diffondersi in Siria, in particolare nel bacino del fiume Eufrate, di una epidemia di colera.

In una nota diffusa nelle ultime ore dal coordinatore umanitario dell'Onu residente in Siria, Imran Riza, si afferma che due giorni fa il ministero della Sanità siriano ha rilevato un focolaio di colera nella regione settentrionale di Aleppo, dove si sono registrati 15 casi e un decesso.

Tra il 25 agosto e il 10 settembre, prosegue la nota dell'Ufficio dell'Onu per il coordinamento umanitario (Ocha) di Damasco, sono stati segnalati in tutto 936 casi gravi di diarrea acuta e almeno otto decessi. Finora la maggior parte delle infezioni si sono registrate nella regione di Aleppo (72,2%), in particolare nei distretti confinanti col fiume Eufrate. Percentuali minori ma comunque rilevanti si segnalano nelle altre regioni del bacino del fiume: Dayr az Zor (21,5%), Raqqa (1,8%), Hasake (4,1%).

Nelle due regioni di Hama e Latakia, non confinanti con l'Eufrate ma attraversate dall'altro fiume, l'Oronte, si sono registrati pochi casi (0,2%). Altri casi si registrano a Damasco e si riferiscono a persone giunte nella capitale provenienti da Dayr az Zor.

L'Ocha in Siria afferma che «sulla base di una rapida valutazione condotta dalle autorità sanitarie e dai partner, si ritiene che la fonte dell'infezione sia collegata alle persone che bevono acqua non potabile dal fiume Eufrate e utilizzano acqua contaminata per irrigare i raccolti, con conseguente contaminazione degli alimenti. Il colera rimane una minaccia globale per la salute pubblica e un indicatore di diseguaglianza».

Secondo l'Onu a Damasco, «questo focolaio è anche un indicatore di grave carenza di acqua in tutta la Siria. Le Nazioni Unite suonano da tempo campanelli d'allarme su questo problema». La nota prosegue: «Con i livelli dell'Eufrate che continuano a diminuire, con la siccità e con la distruzione delle infrastrutture idriche nazionali, gran parte della popolazione già vulnerabile della Siria fa affidamento a fonti d'acqua non sicure, che possono portare alla diffusione di pericolose malattie trasmesse dall'acqua, in particolare tra i bambini».

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