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Isole Faroe
15.09.2021 - 15:340
Aggiornamento : 16:15

La caccia alle balene tradizionale che ha scioccato anche i suoi sostenitori

Superato il record di animali abbattuti in più di cento anni di pratica

TóRSHAVN - Condotti verso le acque poco profonde, lasciati in agonia e infine uccisi. È questo la morte che viene destinata tradizionalmente a delfini e balene pilota alle Isole Faroe, situate nell'arcipelago del Regno di Danimarca. La caccia di quest'anno è stata definita dall'organizzazione Sea Shepherd «la più grande uccisione di delfini o globicefali della storia faroese».

In tutto 1'428 cetacei sono stati attirati domenica sulla spiaggia di Skalabotnur a Eysturoy, dove sono stati uccisi con dei coltelli. Questa tradizione è nota come Grindadráp e viene praticata da centinaia di anni. Molti cittadini assistono la caccia dalla riva, e altrettanti altri danno man forte sia dalla spiaggia che in mare. Stando alla Bbc, per i sostenitori è un modo sostenibile di procurarsi del cibo dalla natura e una parte importante dell'identità culturale. Le organizzazioni ambientaliste, come Sea Shepherd, considerano la pratica crudele e non necessaria.

In genere vengono uccise circa 600 balene pilota all'anno e qualche decina di delfini, 35 nel 2020. Ma la caccia di domenica ha stupito anche diversi locali. Un numero così alto in una sola giornata non veniva raggiunto dal 1940, anno in cui erano stati uccisi 1'200 esemplari. Questo tipo di pratica è organizzata a livello comunitario e inizia di solito quando qualcuno intercetta un branco di mammiferi. Ma per partecipare i cacciatori devono essere in possesso di un certificato di formazione ufficiale.

Eppure qualcosa sembra essere andato storto. Perché il responsabile dell'associazione di caccia dell'area di Skálabotnur ha dichiarato ai media locali che i delfini sono stati lasciati in agonia per troppo tempo prima di essere uccisi. E anche l'ex presidente dell'Associazione per la caccia ai cetacei faroese è rimasto sconcertato: «Rovina tutto il lavoro che abbiamo fatto per preservare la Grindadráp».

Secondo Sea Shepherd la caccia di domenica non disponeva delle autorizzazioni necessarie e c'erano persone che non avevano la licenza per parteciparvi.

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