ItaliaChiuse 21 attività balneari per carenza d'igiene

04.08.21 - 11:36
Dall’inizio della stagione estiva i Carabinieri hanno effettuato controlli in 886 strutture
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Chiuse 21 attività balneari per carenza d'igiene
Dall’inizio della stagione estiva i Carabinieri hanno effettuato controlli in 886 strutture

ROMA - Alimenti sotto sequestro, carenza d'igiene nelle cucine: in Italia sono state sospese 21 attività balneari. I carabinieri dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma (NAS) hanno intrapreso una campagna di controlli nei lidi e relativi esercizi di ristorazione, ubicati nelle aree costiere marittime e lacustri, eseguendo, sino ad oggi, 886 controlli. Tra questi sono state rilevate 258 situazioni di irregolarità che ad alcuni gestori è costata la chiusura.

Gravi carenze igienico sanitarie - I controlli dei carabinieri dei NAS, condotte su tutto il territorio nazionale italiano, hanno riguardato perlopiù la corretta attuazione delle misure di contenimento contro la diffusione del Covid-19, quadro in cui le violazioni complessive contestate sono 351, per un ammontare di sanzioni pari a 202 mila euro. Ma non solo. A destare molta preoccupazione il numero di segnalazioni di attività con condizioni igieniche disastrose nelle cucine di ristoranti e bar. Come spiegato in una nota del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, sono state deferite 17 persone all’Autorità giudiziaria e 217 a quella amministrativa, eseguendo il sequestro di oltre 1,3 tonnellate di prodotti alimentari e materie prime destinati alla preparazione dei pasti, principalmente riconducibili a prodotti a base di pesce, per un valore complessivo di circa 77 mila euro.

Da nord a sud, gli stabilimenti fuorilegge - Sono molti i comuni e le città interessati da stabilimenti balneari sottoposti a sospensione delle attività, da nord a sud, dal mare ai laghi, fino alle isole. Ecco quelli riportati dai carabinieri.

Basilicata - A Policoro, in provincia di Matera, la titolare di uno stabilimento balneare con annessa attività di bar e pizzeria, è stata sanzionata per un ammontare di 200mila euro circa per aver mantenuto l’attività in gravi carenze igienico-strutturali e per aver detenuto alimenti privi di documentazione attestante la tracciabilità. Sempre in provincia di Matera è stato segnalato all’Autorità Sanitaria ed Amministrativa il titolare di uno stabilimento balneare per aver condotto l’annessa attività di bar e ristorante in locali interessati da carenze-igienico strutturali e detenuto prodotti ittici e carnei privi di documentazione attestante origine e provenienza. 

Abruzzo - A Pescara e Ortona, sono stati segnalati due stabilimenti balneari con attività di ristoro per gravi carenze igienico-sanitarie e, in un caso, l’attivazione abusiva di un deposito di alimenti. A Francavilla al Mare, provincia di Chieti, a seguito di ulteriore controllo eseguito in un altro stabilimento balneare con attività di ristorazione, è stata segnalata la titolare per aver detenuto alimenti scaduti di validità, privi di tracciabilità e congelati abusivamente. Sequestrati in questo caso 22 chilogrammi di alimenti non idonei al consumo umano, i quali sono stati distrutti.

Campania - A Pontecagnano-Faiano, Salerno, sono stati sanzionati i responsabili di due distinti stabilimenti balneari, entrambi con annessa attività di ristorazione risultati interessati da carenze igienico-strutturali. In uno di essi, si è proceduto alla chiusura di un’area adibita abusivamente al lavaggio di materiale a contatto con gli alimenti, mentre nell’altro sono state accertate violazioni alle disposizioni per il contenimento del Covid-19, tra le quali la mancata sanificazione periodica.

Toscana - Nel comune di Vecchiano, Pisa, i carabinieri hanno segnalato all’Autorità amministrativa il responsabile di uno stabilimento balneare, con annessa attività di ristorazione, per aver mantenuto il deposito di alimenti in precarie condizioni igienico sanitarie, con esfoliazione d’intonaco, discontinuità nella pavimentazione e sporco pregresso e diffuso in tutto l’ambiente.

Puglia - Il NAS di Taranto ha disposto la chiusura di due strutture mobili adibite a deposito di alimenti e bevande annesse a uno stabilimento balneare sito in Ostuni (BR), poiché erano stati attivate in assenza di autorizzazione ed erano prive degli essenziali requisiti igienico sanitari e strutturali.

Sardegna - A Porto Cervo, Sassari, sono stati denunciati i titolari di due chioschi-bar per aver detenuto complessivamente 85 chilogrammi circa di prodotti ittici, carnei e pane risultati in cattivo stato di conservazione.

Piemonte - Denunciato invece nel comune di Lesa, Novara, il titolare di uno stabilimento balneare, con annessa attività di ristorazione sulle rive del lago Maggiore, poiché è ritenuto responsabile di non aver indicato sul menù preparazioni alimentari e pietanze congelate all’origine.

Sicilia - Deferito anche il gestore di uno stabilimento balneare sulla costa agrigentina in quanto è stato ritenuto responsabile di aver detenuto, nel locale adibito ad infermeria, una bombola di ossigeno scaduta di validità. Segnalato inoltre alla competente Autorità Amministrativa e sanitaria il rappresentante di uno stabilimento balneare di Sant’Anna Arresi, Catania, per aver omesso di comunicare al comune la presenza presso il proprio chiosco di ambienti e attrezzature destinati alla preparazione e somministrazione di alimenti.

Calabria - A Vibo Valentia il legale rappresentante di uno stabilimento balneare sito deteneva prodotti ittici congelati in cattivo stato di conservazione. Inoltre, è stata disposta la chiusura di un locale adibito a deposito alimenti gravato da carenze igienico-sanitarie e strutturali.

 

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