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MONDO
08.09.2020 - 23:310

«È la punta di un iceberg sempre più grande»

Un report dell'Interpol fa luce sugli effetti del Covid-19 sugli abusi sessuali sui minori e la loro diffusione in rete

LIONE - Gli effetti collaterali della pandemia di coronavirus, e delle misure restrittive messe in atto negli scorsi mesi per rallentare il contagio, si fanno purtroppo sentire anche nel torbido ambito delle molestie sessuali contro i minori.

Secondo un report pubblicato ieri dall'Interpol, il Covid-19 ha di riflesso ridotto il numero di segnalazioni su situazioni di abuso e, al contempo, fatto registrare un incremento nel quantitativo di materiale pedopornografico scambiato tra le maglie della rete. «Quello che il report ci mostra - ha spiegato il segretario generale Jürgen Stock - è che stiamo osservando solo la punta di un iceberg sempre più grande».

Gli effetti "ambientali" direttamente correlati alla pandemia e alla situazione sono essenzialmente quattro: la chiusura delle scuole; il maggiore tempo trascorso dai più giovani in rete (sia per l'intrattenimento che per l'educazione); le restrizioni per i viaggi internazionali e in conclusione, ma non per importanza, l'accesso limitato ai servizi di sostegno che «spesso svolgono un ruolo chiave nel rilevare e riportare i casi di abusi nei confronti dei bambini».

I ranghi ridotti delle autorità preposte e le difficoltà tecniche causate dall'obbligo di lavorare da casa hanno portato in alcuni casi a ritardi sia nelle segnalazioni che per quanto concerne le indagini e i processi. Motivo per cui l'Interpol raccomanda di implementare misure che vanno dal lancio di campagne mirate a un monitoraggio più puntuale nelle scuole per individuare problematiche emergenti.

A preoccupare vi è poi l'attività crescente nei forum a sfondo pedopornografico sul cosiddetto Darknet, ma anche tramite i canali peer-to-peer. Negli ultimi anni, scrive l'Interpol, le trasmissioni in live-stream a pagamento di abusi sessuali sui minori sono aumentate e la domanda «probabilmente aumenterà a causa delle restrizioni sui viaggi». Ma durante la pandemia è aumentata la diffusione di contenuti anche sulla normale rete internet. 

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