Keystone archivio
ITALIA
20.08.2018 - 19:340
Aggiornamento : 22:01

Onda travolge gli escursionisti, 8 morti in Calabria

Diciotto le persone salvate, tra cui anche un bambino

CIVITA - Il bilancio della tragedia di oggi alle Gole del Raganello, in Calabria, è di 8 morti, 23 persone salvate e 5 dispersi. Lo ha reso noto la Prefettura di Cosenza. La ricerca dei dispersi andrà avanti tutta la notte con l'ausilio di due torri faro.

Secondo quanto riferito dalla Prefettura, le persone rimaste coinvolte nell'ondata del torrente Raganello facevano parte di due gruppi di 18 persone per un totale di 36.

Tra le 23 persone salvate, sette sono state portate in ospedale tra le quali una bambina (e non un bambino come riferito in un primo momento), in stato di ipotermia. Altre sette persone sono state medicate sul posto, mentre nove ne sono usciti incolumi. Otto le vittime, tra le quali quattro donne e quattro uomini. Lo riferisce la Protezione civile nazionale.

«Sono circa 70 - ha detto il capo della Protezione civile della Regione Calabria Carlo Tansi, che si trova sul Pollino - le unità impegnate a setacciare a tappeto l'area interessata da questa immane tragedia. Quello che si sa è che le gole sono state saturate dall'acqua piovana caduta copiosamente che hanno scaraventato le persone anche a tre chilometri di distanza».

I soccorritori al lavoro temono che tra i dispersi vi siano diversi bambini. Tuttavia, quello dei dispersi è un dato assolutamente incerto. Alle gole del Raganello, infatti, si accede liberamente e non tutti si rivolgono alle guide che accompagnano i gruppi di escursionisti. Tra l'altro, all'appello manca anche una guida che potrebbe significare che i gruppi interessati dalla piena siano stati due.

Nel frattempo la Federazione italiana rafting, in un comunicato, precisa, in relazione a quanto pubblicato da alcuni organi d'informazione, che «l'attività in cui erano impegnate le persone coinvolte dell'incidente sul torrente Raganello non era il rafting, ma si trattava di discesa a piedi del torrente».

Nella nota si precisa inoltre che «nessuna organizzazione facente parte della Federazione Italiana Rafting che opera nella zona è coinvolta nel tragico incidente. Dette organizzazioni infatti non praticano alcuna attività di rafting sul Torrente Raganello, sul quale per la sua conformazione naturale, incassato com'è nelle gole, non è possibile praticare la discesa fluviale in gommone».

«Tanto si deve - conclude il comunicato - per evitare malintesi e confusioni tra attività come il rafting e altre come la discesa a piedi di torrenti, gole e forre denominata torrentismo».


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