Johannes Dietschi, newspictures
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UCRAINA
21.01.2015 - 14:110
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Affamati, bombardati e dimenticati dal mondo

Centinaia di migliaia di profughi nell'Ucraina orientali costretti a lasciare le loro case. A Donetsk i primi morti di inedia. Donbass abbandonato. “Dove sono i grandi della terra?”

KIEV - Lunedì il presidente dell'Ucraina Petro Poroschenko è stato contestato a Zurigo. I manifestanti hanno sonoramente fischiato l'intervento dell'esponente della nuova Ucraina pro-occidentale. "Il Donbass ha diritto all'autodeterminazione", "Pace!, Libertà!, Riconoscimento!". "Capitalismo significa guerra e sfruttamento, via Poroschenko dall'università  di Zurigo". Erano questi alcuni degli slogan lanciati prima e durante la manifestazione.

L’Occidente si dimentica del Donbass - Sul dramma umanitario che si sta consumando nel Donbass, regione indipendentista dell'Ucraina orientale abitata da una maggioranza di etnia russa, i media occidentali pare se ne siano scordati. Sull'edizione online del Tages-Anzeiger si descrive in un articolo l'abbandono da parte delle autorità e dalle ONG delle popolazioni civili, vittime di una guerra che sta provocando morti e sofferenza.

“Dove sono finiti i grandi della terra?” - Una guerra fratricida, tra popolazioni slave, che sta dilaniando una regione d’Europa già di per sé provata da una crisi economica che sta facendo cadere nel baratro un intero popolo. "Dove sono finiti i grandi della terra?", chiede Katerina Kodysova, direttrice del programma di emergenza dell'organizzazione cecena "People in Need" da Sloviansk. La città è stata riconquistata dalle truppe ucraine lo scorso luglio. “People in Need” distribuisce vestiti, farmaci, generi alimentari e dà una mano alla ricostruzione, in quei luoghi dove è ancora possibile.

Una piccola ONG che si sta adoperando con il massimo sforzo per dare un aiuto a una popolazione sfinita, vittima di una guerra sporca in cui ad essere vittime, ancora una volta, sono i civili.

"Quando abbiamo iniziato il nostro lavoro eravamo quasi soli", ha riferito Kodysova, che parla di organizzazioni internazionali di aiuto umanitario latitanti e che "si sono dimenticate della popolazione civile nelle regioni di guerra".

Oltre un milione di profughi - Il numero di profughi dalle regioni dell'Ucraina Orientale è enorme. Sono oltre un milione le persone scappate dal Donbass, da Donetsk, da Lugansk e da tutte le zone di guerra. L'organizzazione mondiale per i rifugiati dell'ONU (UNHCR) stima a 600.000 le persone che hanno abbandonato le loro case per raggiungere altri territori dell'Ucraina, mentre un altro mezzo milione di persone si sono rifugiate in Russia. Kiev parla di 850.000 “Internally Displaced Persons (IDPs)”. La maggior parte degli IDP’s resta nelle regioni adiacenti al conflitto. La maggioranza di essi trova sistemazione in alloggi privati. Stando alla UNHCR, soltanto il 6% degli sfollati ha trovato sistemazione in centri di raccolta statali. Oldrich Andrysek, il massimo rappresentante dell’ONU in Ucraina, parla perciò di un “successo straordinario”. Katerina Kodysova di “People in Need” è meno euforica. Ai centri di raccolta statali ci vanno coloro che non hanno nulla e nessuno. Gli ultimi degli ultimi. Inoltre il soggiorno non è gratuito e i prezzi sono talvolta paragonabili a quelli attuati sul mercato privato degli alloggi. Come ha dichiarato Kodysova, le autorità ucraine stanno tentando di trovare una soluzione alla crisi dei profughi, ma sono oberati di lavoro. Soltanto dopo sette mesi dallo scoppio del conflitto è stata creata una base legislativa per la registrazione e il sostegno degli “IDPs”. Senza registrazione i profughi  restano esclusi da molte prestazioni sociali. I criteri per il riconoscimento sono restrittivi e gli aiuti finanziari vengono elargiti soltanto agli invalidi, agli anziani, alle famiglie numerose e alle ragazze madri.

Morti per inedia a Donetsk - La situazione è drammatica, soprattutto a Donetsk, dove si parla addirittura di persone morte per inedia, per la mancanza di denaro. Nella zona controllata dalle truppe prorusse lo Stato ucraino ha chiuso tutte le banche e per accedere al denaro o alla riscossione della pensione, la popolazione deve passare il fronte, affrontando tutti i pericoli che ne conseguono e sottoponendosi ai controlli dell'esercito ucraino, inaspritisi negli ultimi tempi. La situazione sta peggiorando per molti sfollati che, in mancanza di aiuto e di soldi, si vedono costretti a tornare nelle loro abitazioni proprio perché non si possono più permettere di sopravvivere. Nelle zone occupate dai ribelli la situazione è drammatica. Grazie all’aiuto di “People in Need”, negli ultimi mesi molti edifici distanti dalle zone di combattimento sono stati riparati. Impossibile farlo, invece, nelle zone di guerra.  

Johannes Dietschi, newspictures
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