Botta e risposta Elon Musk-WhatsApp sulla privacy

Musk accusa WhatsApp di poca privacy, l’app replica negando e difende la crittografia end-to-end.
LOS ANGELES - Botta e risposta su X tra Elon Musk e WhatsApp, sulla privacy della chat del gruppo Meta. L'imprenditore americano ha scritto sul social di sua proprietà di "non potersi fidare di WhatsApp" postando una class action che accusa la società di Mark Zuckerberg di aver permesso segretamente a dipendenti e società terze di leggere i messaggi privati degli utenti senza consenso.
Musk ha anche richiamato un messaggio di Pavel Durov, fondatore di Telegram, che sostiene come il sistema di crittografia end-to-end di WhatsApp non sia sicuro; e ha contestualmente colto l'occasione per rilanciare la sua alternativa, X Chat, sostenendo che offre "vera privacy agli utenti".
"Le affermazioni in questa causa legale sono categoricamente false e assurde. WhatsApp usa la crittografia end-to-end utilizzando il protocollo Signal da un decennio, quindi i tuoi messaggi non possono essere letti da nessuno tranne il mittente e il destinatario", risponde l'applicazione sul suo profilo ufficiale su X.
Musk ha di recente affilato le armi anche nella battaglia legale contro OpenAI, cercando di ottenere la rimozione di Sam Altman dai suoi incarichi di Ceo e membro del consiglio di amministrazione della società. E ha avuto da dire anche su un altro gigante dell'IA, Anthropic, paventando scenari apocalittici sul nuovo modello di intelligenza artificiale della società trapelato online nei giorni scorsi.



