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RUSSIA / EUROPA

Mosca ricicla gli ex Wagner per i sabotaggi in Europa

La missione: reclutare agenti "usa e getta" per sabotaggi ad hoc, in particolare tra gli «spostati e gli indigenti», promettendo molto spesso in cambio somme di denaro.
Wagner group
Fonte Mattia Bernardo Bagnoli, Ansa
Mosca ricicla gli ex Wagner per i sabotaggi in Europa
La missione: reclutare agenti "usa e getta" per sabotaggi ad hoc, in particolare tra gli «spostati e gli indigenti», promettendo molto spesso in cambio somme di denaro.

BRUXELLES - La Russia ha incorporato gli ex Wagner nella sua struttura per gli attacchi ibridi in Europa, sfruttando così il know-how costruito nel tempo dal gruppo del fu oligarca Evgeny Prigozhin (eliminato dopo lo spettacolare mezzo golpe di giugno 2023). E' quanto sostengono fonti dell'intelligence europea citate dal Financial Times.

In particolare, il ruolo dei wagneriani sarebbe quello di reclutare agenti "usa e getta" per sabotaggi ad hoc, in particolare tra gli «spostati e gli indigenti», promettendo molto spesso in cambio somme di denaro. Nessuna ideologia, insomma, solo caos a basso costo.

Il ruolo della rete Wagner nella campagna di sabotaggio russa è stato fin dall'inizio oggetto di attenzione da parte delle agenzie di intelligence e sicurezza europee, nota il quotidiano della City. Gli account sui social media gestiti dalla Wagner sono stati responsabili, ad esempio, del reclutamento di un gruppo di britannici alla fine del 2023.

Dylan Earl, criminale 21enne di basso cabotaggio, è stato accalappiato e nel marzo 2024, dopo aver reclutato a sua volta altri quattro giovani, ha dato fuoco a un magazzino nella zona est di Londra. È stato condannato lo scorso anno a 23 anni di carcere. Sulla scia di quell'attacco, le agenzie d'intelligence hanno lentamente ricostruito il quadro di una rete molto più estesa di 'usa e getta' marchiati Wagner in tutta Europa.

Il fenomeno non è del tutto nuovo. Nel 2025 aveva suscitato scalpore il caso di uno studente olandese ingaggiato dai russi per acquisire dati dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (che si trova a L'Aja) con una sorta di saponetta wi-fi modificata. Anche in quel caso il reclutamento era avvenuto on-line, tramite chat, con la promessa di pagamenti in criptovalute (alla Nato c'è chi la definisce "gig-economy" del terrore).

È per questo, ad esempio, che il segretario generale Mark Rutte sta conducendo una sua battaglia personale contro il termine "ibrido", colpevole a suo dire di annacquare la gravità della situazione. In cima alla piramide resta sempre il Gru, il servizio d'intelligence militare, al quale riporta la ex Wagner, che aveva però a sua disposizione una rete pronta di propagandisti e reclutatori che già parlava la lingua dei profili da reclutare in Europa; inoltre, esternalizzare il lavoro - in linea con il modus operandi russo - garantisce un certo margine per evitare di essere accusati formalmente dal controspionaggio alleato.

In tutto questo le autorità di sicurezza europee hanno almeno un vantaggio: ciò che i capi dei servizi segreti russi guadagnano in termini di dimensioni e costi utilizzando intermediari come Wagner per reclutare sabotatori dilettanti, lo perdono in termini di competenza e segretezza. Finora, gli attacchi sventati sono stati più numerosi di quelli riusciti.

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