Scontro Lula-Milei

A irritare Lula in particolare è stata l'ultima intervista rilasciata da Milei alla Cnn.
BUENOS AIRES - È di nuovo tensione tra i presidenti dell'Argentina, Javier Milei, e del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva. Le ultime polemiche pubblicazioni sui social e affermazioni del leader ultraliberista argentino hanno spinto infatti il governo di Brasilia a decidere di non voler più assumere la responsabilità della custodia dell'ambasciata argentina a Caracas.
Lo riferisce oggi il quotidiano argentino La Nación citando fonti diplomatiche brasiliane ed argentine. A irritare Lula in particolare è stata l'ultima intervista rilasciata da Milei alla Cnn in cui il presidente argentino accusa il leader brasiliano di promuovere una soluzione diplomatica per il Venezuela con l'unico obiettivo di "proteggere gli interessi politici del socialismo del ventunesimo secolo" e di "non pagare il costo delle aberrazioni compiute".
L'ambasciata argentina in Venezuela è stata per mesi al centro delle tensioni politiche del Paese quando, il 20 marzo del 2024, sei oppositori al governo di Nicolás Maduro si rifugiarono al suo interno per sfuggire alla polizia chavista a pochi mesi dallo svolgimento delle contestate elezioni presidenziali di luglio.
La successiva rottura delle relazioni diplomatiche sancita tra Buenos Aires e Caracas con l'arrivo al governo di Javier Milei causò l'espulsione dei diplomatici argentini e il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, in un gesto di distensione, offrì l'aiuto del suo Paese per custodiare la residenza con i rifugiati ancora dentro.
La fuga degli oppositori dalla stessa residenza a maggio del 2025 fu organizzata dai servizi segreti Usa mentre Maduro era in viaggio a Mosca e rappresenta forse il primo esempio di un intervento diretto dell'attuale amministrazione di Donald Trump negli affari interni del Venezuela.



