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COREA DEL NORDAttenti a quei due

18.06.24 - 09:30
Il presidente russo Vladimir Putin vola in Corea del Nord dopo oltre 20 anni. Un consolidamento delle relazioni che preoccupa l'Occidente
IMAGO
Fonte red
Attenti a quei due
Il presidente russo Vladimir Putin vola in Corea del Nord dopo oltre 20 anni. Un consolidamento delle relazioni che preoccupa l'Occidente

PYONGYANG - Una pace di cui si parla ma che, al momento, pare non "convenire" a nessuna delle due parti (probabilmente convinte di poter guadagnare qualcosa in più sul campo, per presentarsi in una posizione migliore al futuro tavolo). Una guerra che si alimenta a suon di dialoghi e intese ben più pragmatiche. A quarantotto ore circa dalla conclusione della Conferenza di pace per l'Ucraina sul Bürgenstock, andrà in scena oggi il "capitolo" successivo: il presidente russo Vladimir Putin vola in Corea del Nord; una visita ufficiale di due giorni - la prima da oltre 20 anni a questa parte - osservata con un certo allarmismo a ovest degli Urali.

L'agenda dello Zar, ha annunciato alla stampa il suo assistente per la politica estera, Yury Ushakov, sarà serrata. «Un programma molto intenso» per quella che sarà «la seconda visita del capo di Stato russo a Pyongyang nell'intera storia delle nostre relazioni». Sulla carta, i due leader discuteranno di un ampio bouquet di tematiche. «Economia, energia, trasporti, agricoltura, rapporti interregionali, questioni di sicurezza, cooperazione nello scenario internazionale»; citando il Cremlino.

De facto, per gli analisti questa visita segna piuttosto un passo ulteriore verso quell'allineamento "anti-Occidente" che ha finora avuto pure un ruolo strutturale nel fungere da spina dorsale allo sforzo bellico russo in Ucraina. A Mosca, la Corea del Nord ha spedito un po' di tutto, dai missili balistici a milioni di colpi d'artiglieria risalenti all'epoca sovietica. Ossigeno puro per l'esercito russo che ha così potuto rispondere al fronte alle, finora, inesauribili sponsorizzazioni occidentali ricevute da Kiev. Ed è proprio il rafforzamento di questi rapporti a rendere meno tranquilli Washington e tutti gli altri. «Non siamo preoccupati dal viaggio. Siamo preoccupati dal consolidamento delle relazioni tra questi due paesi», ha affermato ieri il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Kirby.

Per l'immediato futuro, anche se la questione non figura in modo esplicito nell'elenco sciorinato da Ushakov, il soggiorno nordcoreano del presidente russo è visto però anche come un'occasione per incassare un ulteriore sostegno alla sua causa in Ucraina da parte di Kim Jong-un e così "portare a casa" nuove scorte ed equipaggiamento da poter spedire al fronte. Uno scenario, in passato, confermato da più fonti ma sempre smentito all'unisono da Mosca e Pyongyang.

E per la Corea del Nord che peso ha questa visita? Di certo, oltre alle questioni più pratiche, è motivo di un certo prestigio internazionale e di opportunità per Pyongyang. Il Paese asiatico è tra i più isolati al mondo, stritolato dal peso delle sanzioni internazionali, e la visita del leader di uno dei Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu è l'opportunità per mitigare, per quanto possibile, questa situazione e mostrare al popolo nordcoreano di avere una leadership di peso globale.

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