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Presto saremo otto miliardi, ecco perché non avere paura

Il 15 novembre la popolazione mondiale dovrebbe toccare l'inedito traguardo, ma è importante non concentrarsi sul numero
Presto saremo otto miliardi, ecco perché non avere paura
Depositphotos (wrangel)
Presto saremo otto miliardi, ecco perché non avere paura
Il 15 novembre la popolazione mondiale dovrebbe toccare l'inedito traguardo, ma è importante non concentrarsi sul numero
MONDO - Il prossimo 15 novembre la popolazione mondiale raggiungerà il numero a nove zeri, oltrepassando, secondo alcuni esperti, una soglia che non avrebbe motivo di essere celebrata e che per altri andrebbe presa con le pinze, per non genera...

MONDO - Il prossimo 15 novembre la popolazione mondiale raggiungerà il numero a nove zeri, oltrepassando, secondo alcuni esperti, una soglia che non avrebbe motivo di essere celebrata e che per altri andrebbe presa con le pinze, per non generare panico e politiche a cascata sulle nascite.

Stando al portale Population Data del Fondo delle Nazioni Unite (Unfpa) per la popolazione al momento ci sono sulla Terra circa 7,9 miliardi di esseri umani. L'aspettativa di vita alla nascita è di 73,16 anni, un dato che è andato crescendo dall'inizio delle rilevazioni, negli anni Cinquanta. Anche l'età media, dopo una discesa prima degli anni Settanta, è aumentata, di circa dieci anni. Questi due trend positivi dovrebbero ulteriormente trovare conferma nei prossimi 30 anni.

Ma le nascite sono diminuite. Negli anni Settanta c'era una aspettativa per ogni donna di 4,5 nascite. Oggi sono 2,42 ed entro il 2050 dovrebbero scendere a 2,2. I Paesi con una soglia ancora superiore a quattro nascite per donna sono pochi, circa il 40% e riguardano soprattutto il continente africano.

Ci sono ancora numeri relativamente positivi nell'Europa orientale e in alcune nazioni del Sudamerica il valore resta maggiore a 2,2. Ma in tutto l'emisfero nord la situazione può essere vista come critica. In Svizzera, per esempio, il tasso di fecondità totale è 1,6, ben sotto il cosiddetto livello di sostituzione, secondo cui la generazione dei figli dovrebbe abbastanza numerosa da sostituire quella dei genitori.

Interpellata dal Guardian, la direttrice esecutiva dell'Unfpa Natalia Kanem ha affermato di capire i motivi per cui il cap degli otto miliardi potrebbe non essere celebrato da tutti. «C'è chi esprime preoccupazione per il fatto che il mondo sia sovrappopolato e per le risorse che non sono sufficienti. Ma voglio dire che il numero di vite umane non deve essere motivo di paura».

Kanem spiega infatti che concentrarsi unicamente sul numero potrebbe portare a reazioni di panico da parte dei governi che potrebbero imporre regole sulla fertilità. «Dalle campagne di sterilizzazione forzata alle restrizioni sulla pianificazione familiare e sulla contraccezione, stiamo ancora facendo i conti con l'impatto duraturo delle politiche volte a invertire, o in alcuni casi ad accelerare, la crescita della popolazione».

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