keystone-sda.ch (Stefan Rousseau)
Il governo Johnson sta valutando quarantene in hotel appositamente sorvegliati per chi viaggia nel Regno Unito.
REGNO UNITO
25.01.2021 - 12:190

Johnson valuta la quarantena in hotel per i viaggiatori in arrivo

La decisione verrebbe presa per «proteggere il Paese» da varianti del coronavirus resistenti ai vaccini

LONDRA - Il governo britannico sta «valutando attivamente» la possibilità d'imporre a chi viaggia nel Regno, oltre all'obbligo di certificato Covid negativo già in vigore, anche quello d'isolarsi in strutture alberghiere appositamente sorvegliate per una quarantena precauzionale di 10 giorni, come già avviene in Australia o in Nuova Zelanda.

Lo ha confermato stamattina il primo ministro Boris Johnson durante una visita a un centro vaccini e prima d'una riunione del consiglio dei ministri dedicata a discutere anche di questo.

«Abbiamo realizzato che esiste il rischio almeno teorico d'importare dall'estero varianti (del coronavirus) resistenti ai vaccini che dobbiamo tenere sotto controllo», ha rimarcato Johnson, spiegando che si tratta di «proteggere il Paese» in un momento nel quale esso sta cercando di frenare il rimbalzo di contagi interni, alimentato dalla cosiddetta variante inglese. Allo stesso tempo l'obiettivo è di dare copertura vaccinale entro metà febbraio alla sua intera popolazione «più vulnerabile» dopo aver raggiunto ieri un totale di «6,3-6,4 milioni» di prime dosi somministrate.

In questo contesto l'opzione dell'isolamento dei viaggiatori in hotel, invece che in casa, «è certamente un'idea su cui stiamo lavorando attivamente, poiché abbiamo bisogno di soluzioni che ci diano la massima protezione possibile contro la riammissione dell'infezione dall'estero», ha concluso Johnson.

Quanto alle pressioni di alcuni deputati della maggioranza Tory per una data sulla riapertura delle scuole, il premier è invece rimasto abbottonato. «Le scuole saranno ovviamente una priorità» quando potrà essere alleggerito il lockdown, ha detto, «ma non credo che nessuno possa pensare di veder revocate le restrizioni di fronte a un tasso d'infezione ancora molto alto».


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