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ITALIAQuasi 40mila positivi e 425 morti in 24 ore

07.11.20 - 15:43
Possibile chiudere strade e piazze anche prima delle 21, dice una circolare del ministero dell'Interno.
keystone-sda.ch (PAOLO SALMOIRAGO)
Fonte Ats Ans
Quasi 40mila positivi e 425 morti in 24 ore
Possibile chiudere strade e piazze anche prima delle 21, dice una circolare del ministero dell'Interno.
Intanto il sindaco di Milano Sala lancia un appello ai suoi concittadini: «Impossibile tracciare tutti. State a casa».

ROMA - Sono 39'811 i nuovi casi di positività al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Le vittime sono 425. Lo riportano i dati diffusi dal ministero della Salute.

Complessivamente nella vicina Penisola sono 902'490 i contagiati, compresi vittime e guariti, mentre il totale dei morti dall'inizio della pandemia è di 41'063 unità.

Sono stati 231'673 i nuovi test e il rapporto tamponi/positivi sale al 17,1%. Il numero degli attualmente positivi in Italia sfonda quota 500mila e si attesta a 532'536. Di questi 25'109 sono ricoverati con sintomi (+1.104), 2'634 sono in terapia intensiva (+119) e 504'793 in isolamento domiciliare (+32'195).

Dall'inizio della pandemia sono invece 328'891 le persone dimesse o guarite, con un incremento nelle ultime 24 ore di +5'966.

Chiusure anche prima delle 21 - Con l'entrata in vigore del nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) ci sarà la possibilità di chiusura di strade o piazze anche prima delle 21.

Lo scrive il ministero dell'Interno in una circolare inviata ai prefetti che avrà una durata minima di 15 giorni, ma non superiore al periodo di validità del Dpcm, cioè il 3 dicembre.

«La possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21 - si legge nel documento -, viene espressamente estesa all'intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private».

Nella circolare inviata ai prefetti italiani, si afferma pure che «qualunque sia l'area territoriale di riferimento, l'attuale andamento epidemiologico sollecita i cittadini a osservare comportamenti responsabili, ispirati al principio di massima cautela, come, peraltro, si rinviene nella forte raccomandazione di limitare gli spostamenti personali nell'area gialla anche nelle fasce orarie della giornata non soggette a restrizioni della mobilità».

Impossibile tracciare tutti i milanesi: «State a casa» - «Al di là del tema controlli, non si possono controllare 1,4 milioni di persone, il punto è che questa è una chiusura un po' anomala». Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato del nuovo lockdown scattato in città e in Lombardia, all'emittente SkyTg24. «Ad esempio se oggi se un milanese va alla Rinascente è aperta perché ci sono reparti con prodotti che possono essere venduti - ha aggiunto -. Io sto cercando di dire ai cittadini di stare in casa, di essere attenti. Attraverso i nostri comportamenti virtuosi liberiamo gli ospedali e diamo modo di curare anche altre patologie, non dimentichiamoci il resto perché ci sono quantità di patologie che non vengono curate, dobbiamo fare in fretta a uscirne». Anche perché per quanto riguarda la sanità lombarda «posso dire - ha osservato - che quello che funziona poco è la gestione territoriale per cui adesso tutti i cittadini che hanno sintomi sono portati in ospedale. Da quello che ci risulta poi il tracciamento non avviene più».

Quasi 11500 contagiati in più in Lombardia - Con 46'099 tamponi effettuati, in Lombardia sono stati registrati 11'489, nuovi positivi, per un rapporto di 24,9%. Sale a 610 il numero di pazienti in terapia intensiva (+40), mentre i pazienti Covid ricoverati negli altri reparti sono 5'813, 250 più di ieri. Il numero complessivo di decessi è arrivato a 18'226 (+108).

Per quanto riguarda le Province, a Milano sono stati segnalati 4'520 nuovi casi, di cui 1'758 nella sola città. A Monza sono stati 1'638, a Varese 1222, a Como 891, a Brescia 710, a Pavia 550, a Bergamo 382, a Mantova 359, a Lecco 283, a Cremona 256, a Lodi 207 e a Sondrio 135.

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