Keystone
ITALIA
04.11.2020 - 06:560
Aggiornamento : 11:50

Conte ha firmato: coprifuoco per tutti, ma chiusure nelle Regioni

Zone classificate in base al rischio. In quelle arancioni chiusi bar, ristoranti e stop agli spostamenti tra regioni

Fonte Michele Esposito, ats ans
elaborata da Jenny Covelli
Giornalista

ROMA - Giuseppe Conte ha firmato. Il nuovo dpcm sarà valido dal 5 novembre al 3 dicembre. E l'Italia sarà divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e verdi (più sicure). Con regole e divieti diversi.

Il premier italiano resiste all'ultimo pressing delle Regioni e, a tarda notte, firma il decreto che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene una Regione. Una riunione finale tra il capo del governo, i capi delegazione, i ministri Francesco Boccia, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli e il sottosegretario Riccardo Fraccaro mette un punto a "singolar tenzone" tra l'esecutivo e le Regioni.

Poche le concessioni, con un appendice: il capitolo ristori che, su pressing dei governatori, Conte sarà costretto ad allargare rispetto alle previsioni. Sull'elaborazione dei dati, decisiva per stabilire in quale fascia di rischio collocare una Regione, il decreto "garantisce il coinvolgimento" delle Regioni stesse, spiega il governo. Non solo, i governatori partecipano alla cabina di regia sull'emergenza sanitaria ma nel Dpcm si precisa che il ministero della Salute emetterà le ordinanze di chiusura "sentiti" i presidenti delle Regioni, si sottolinea nella lettera. 

E ora bisognerà trovare i soldi necessari a mitigare la rabbia di commercianti, ristoratori e gestori di bar delle zone rosse: tutti destinati a chiudere per almeno due settimane. «Non vanifichiamo lo sforzo di tutte quelle categorie che in questo momento hanno ridotto la propria attività», avverte il titolare degli Esteri Luigi Di Maio. La cifra di 1,5 miliardi probabilmente non basterà. E il rebus si complica perché, anche volendo, i tempi per chiedere un nuovo scostamento di bilancio sono strettissimi mentre solo erogando risorse dopo il 10 dicembre queste potranno essere inserite nelle spese del 2021. E il 10 dicembre, per le Regioni, è troppo tardi.

Le misure (secondo la bozza, mentre il decreto definitivo è atteso in giornata)

Zone verdi - Il "coprifuoco" scatta alle 22. Fino alle 5 sarà vietato uscire di casa, salvo motivi di salute o lavoro. Didattica a distanza alle scuole superiori. Nel trasporto pubblico è prevista una capienza dimezzata: 50% su bus, metro e treni regionali. I centri commerciali sono chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Bloccate le crociere. Vengono sospesi i concorsi pubblici, con l'eccezione per il personale della sanità. Sarà consentito l'accesso ai parchi, con distanziamento sociale.

Zone arancioni - Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Salvi parrucchieri e centri estetici. Potrebbero essere vietati gli spostamenti tra Comuni, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio o salute. 

Zone rosse - Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, anche gli spostamenti all'interno del territorio. Didattica a distanza già dalla seconda media. Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Ristorazione solo con consegna a domicilio e - fino alle 22 - con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Ok ai negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. E alle industrie. 

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