«Situazione catastrofica»

«Il Mondiale? Per la Svizzera sarà come scalare l’Everest in pantofole»
Arno Rossini: «Fischer? Colpa soprattutto della Federazione. Come si può pensare che, ora, chi scenderà sul ghiaccio riuscirà a dare il massimo?».
«Il Mondiale? Per la Svizzera sarà come scalare l’Everest in pantofole»
Arno Rossini: «Fischer? Colpa soprattutto della Federazione. Come si può pensare che, ora, chi scenderà sul ghiaccio riuscirà a dare il massimo?».
BIENNE - Una bomba. La cui deflagrazione avrà effetti che al momento non si possono immaginare. Ma che, sicuramente, non saranno positivi.
Alcuni giocatori della NHL hanno chiesto alla Federazione svizzera di hockey (SIHF) di reintegrare Patrick Fischer, di permettergli di guidare la squadra negli ormai prossimi Mondiali casalinghi.
Richiesta legittima, vista la situazione, dirà qualcuno. La verità è che Roman Josi, Kevin Fiala e tutti gli altri hanno commesso non uno ma due errori giganteschi. Hanno dimostrato di non aver capito perché il selezionatore è stato allontanato (il vaccino non c’entra, c’entra l’imbroglio, inammissibile per uno nella sua posizione) o, peggio ancora, di considerare le regole valide solo per gli “altri”, e hanno implicitamente sfiduciato Jan Cadieux, che da qui a poco dovrà guidarli verso una medaglia iridata.
«La situazione è catastrofica, come catastrofico rischia, a questo punto, di essere il Mondiale - è intervenuto Arno Rossini - Per il bene di tutti, dopo quanto successo, era necessario voltare pagina in fretta. Purtroppo credo che a questo punto “in fretta” non si possa più fare. Che gran peccato».
I giocatori di maggior spessore hanno teso la mano al loro ex selezionatore.
«Che invece, volenti o nolenti, avrebbero dovuto considerare come il passato. Invece hanno riaperto una discussione che non porterà a nulla, perché la Federazione di certo non tornerà indietro (Urs Kessler numero uno di SIHF ha infatti confermato ieri sera, martedì, che la decisione è irrevocabile e che si sta lavorando per creare le migliori condizioni possibili in vista del Mondiale, ndr)».
Appena uscita la notizia aveva sostenuto Fischer.
«Quello è il peccato originale. Patrick ha sbagliato? Non si poteva salvare? Allora inutile tergiversare: sarebbe servita una condanna ferma e un licenziamento immediato. Con i loro tentennamenti, i dirigenti federali si sono invece mostrati deboli, lasciando intendere di poter essere aperti al dialogo. E tra le pieghe di tale fraintendimento si sono inseriti i giocatori. Adesso, ditemi voi, con questo scontro con la Federazione, come si può pensare che chi scenderà sul ghiaccio riuscirà a dare il massimo? A quei livelli tutto quello che è meno del 100% non porta alla vittoria. E io non credo che chi giocherà riuscirà a essere concentratissimo sulla partita, sull’avversario».
Il Mondiale partirà in salita?
«Sarà come scalare l’Everest in pantofole. Temo verseremo lacrime amare. Questo tenuto appunto conto del fatto che pure Cadieux, suo malgrado, è stato tirato in mezzo. Chiedendo il ritorno di Fischer, i giocatori hanno in maniera sottile detto che Jan non è all’altezza, lo hanno delegittimato. O almeno questo è il messaggio che è passato. Ma ancora, torno alle colpe della Federazione. È impossibile che nessuno sapesse… perché allora speculare sul fatto che la notizia non sarebbe uscita? Per il bene della Nazionale avrebbe avuto senso divorziare da Fischer molto tempo prima. Così da dare a tutti la possibilità di digerire la questione».









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