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LUGANO

Pal 5, la bastonata: «Fallimento politico. Lugano ha bisogno di una nuova classe dirigente»

Critiche dai presidenti PVL Ticino e PVL Luganese all'indirizzo della politica locale. Gli viene rinfacciata di non avere una strategia, e viene chiesto un cambio di classe dirigente.
Pal 5, la bastonata: «Fallimento politico. Lugano ha bisogno di una nuova classe dirigente»
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Pal 5, la bastonata: «Fallimento politico. Lugano ha bisogno di una nuova classe dirigente»
Critiche dai presidenti PVL Ticino e PVL Luganese all'indirizzo della politica locale. Gli viene rinfacciata di non avere una strategia, e viene chiesto un cambio di classe dirigente.

LUGANO - Sono dure le critiche che arrivano dal Presidente PVL Ticino, Leandro De Angelis, dalla Consigliera Comunale Lugano Sara Beretta-Piccoli e dal Presidente PVL Luganese, Riccardo Maiolo. Critiche rivolte alla politica luganese dopo che l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ha bocciato il Programma d'agglomerato del Luganese di quinta generazione (PAL5), unico respinto tra i 41 programmi presentati in tutta la Svizzera.

Berna lo ha bocciato e non intende quindi finanziarlo per diverse ragioni: innanzitutto perché il programma d’agglomerato Luganese di quinta generazione non raggiunge un’efficacia globale sufficiente nei quattro criteri d’efficacia e pertanto non viene proposto dal Consiglio federale per il cofinanziamento. Inoltre Berna ha riscontrato nel rapporto presentato da Lugano e dal Cantone lacune legate allo sviluppo territoriale, nel senso che il rapporto non presenta indicazioni concrete su come lo sviluppo centripeto degli insediamenti venga attuato in modo adeguato e con misure appropriate. In altre parole, non risulta chiaro dove e in che misura avvenga lo sviluppo, né come debbano essere realizzate le principali zone di sviluppo e come saranno collegate alla rete dei trasporti.

Decisione che pesa come un macigno e che il PVL Ticino e la sua Sezione di Lugano definiscono «una notizia grave per la nostra regione», ma non inattesa. «È la conferma, nero su bianco e certificata da Berna, dell’imbarazzante incapacità di pianificazione che la politica luganese ha dimostrato in numerose occasioni», si legge nel comunicato.

Le conseguenze rischiano di essere concrete e durature: senza i fondi federali, opere attese da anni per migliorare la mobilità e ridurre il traffico potrebbero essere rinviate o non realizzate. Nel frattempo, altre regioni ticinesi – Bellinzonese, Locarnese e Mendrisiotto – beneficeranno di contributi per decine di milioni di franchi.

Manca una visione
Secondo il PVL, il problema affonda le radici in una carenza strutturale di visione e strategia. Sul primo punto viene citato anche il Consigliere di Stato Claudio Zali, che ha parlato di una «visione automobile-centrica» di Lugano, incapace di convincere a livello federale. Le critiche dell’l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) evidenziano infatti l’assenza di un coordinamento chiaro tra sviluppo degli insediamenti e rete dei trasporti, elemento considerato essenziale per una pianificazione efficace.

Il caso del PAL5 non sarebbe isolato. Il partito richiama l’esempio della politica energetica: nel 2026 Lugano non dispone ancora di un Piano energetico comunale, nonostante il mandato per elaborarlo risalga al 2017. «Nove anni dopo, del documento non c’è traccia», sottolinea il comunicato, evidenziando come la città sia l’unica in Svizzera a trovarsi in questa situazione. Nel frattempo, lo stesso Municipio avrebbe ammesso che raggiungere gli obiettivi energetici entro il 2035 «non è realistico».

Manca una strategia
Oltre alla visione, secondo il PVL è mancata anche la qualità nella gestione del progetto. Le riserve del Consiglio di Stato sul PAL5 erano note da mesi, così come i precedenti: il PAL3 era stato inizialmente bocciato e salvato solo in extremis, mentre per la quarta generazione il Luganese non aveva nemmeno presentato un programma. «Ripetere gli stessi errori per la terza volta non è sfortuna: è metodo», afferma il partito.

Le proposte del PVL
Il PVL Ticino propone un pacchetto di misure già adottate in altre città: sviluppo centripeto degli insediamenti, riduzione delle zone edificabili disperse, più corsie preferenziali per i bus, ampliamento delle zone pedonali, diminuzione graduale dei posteggi accompagnata dall’aumento di quelli per il carsharing, limitazioni alla circolazione e una ripianificazione complessiva della viabilità e degli spazi pubblici.

L’obiettivo è «spingere quelle migliaia di persone che oggi prendono l’auto, pur potendo usare la mobilità dolce o il trasporto pubblico, a cambiare abitudini». Il risultato, secondo il partito, sarebbe un beneficio anche per chi non può rinunciare all’auto: «Non è una politica contro gli automobilisti: è una politica per liberare le strade da chi potrebbe non occuparle».

Appello al rinnovamento
Il comunicato si chiude con un appello al cambiamento politico: «Lugano ha bisogno soprattutto di una cosa: il ricambio della sua classe dirigente, ormai stagnante e priva delle qualità necessarie a guidare il principale polo del Cantone». Il PVL si impegna a lavorare affinché il futuro PAL6 rappresenti «il punto di partenza di una pianificazione moderna, sostenibile e credibile agli occhi della Confederazione», costruita in collaborazione con Comuni, Cantone e cittadini.

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