Tre serate tra sperimentazione, giovani artisti e comunità

Il festival gARTen trasforma il parco di Càsoro in un laboratorio creativo, coinvolgendo pubblico e artisti nella costruzione di nuove relazioni culturali.
Il festival gARTen trasforma il parco di Càsoro in un laboratorio creativo, coinvolgendo pubblico e artisti nella costruzione di nuove relazioni culturali.
LUGANO - Si è conclusa con grande partecipazione la settima edizione di gARTen, il festival estivo della Fondazione Claudia Lombardi per il teatro, che anche quest’anno ha trasformato il parco di Càsoro in uno spazio di incontro e condivisione.
Nel corso delle tre serate, da mercoledì 1° luglio a venerdì 3 luglio, oltre cinquecento persone hanno preso parte agli appuntamenti in programma.
«Questa edizione - afferma Ylenia Santo, direttrice della Fondazione Claudia Lombardi per il teatro - ci ha ricordato ancora una volta che un festival non è soltanto qualcosa che si offre al pubblico, ma qualcosa che si costruisce insieme. gARTen è per noi un luogo in cui creare le condizioni perché le persone possano incontrarsi, sentirsi accolte, avvicinarsi al teatro anche con curiosità o esitazione, e riconoscere nella cultura uno spazio realmente ospitale.»
La settima edizione ha dato spazio a linguaggi scenici diversi, confermando la vocazione di gARTen a festival aperto alla sperimentazione e alla pluralità espressiva. Particolare attenzione è stata dedicata alla giovane generazione di artiste e artisti, chiamata non semplicemente a presentare lavori conclusi, ma ad abitare il festival come uno spazio di ricerca e di rischio. In questo senso, gARTen si conferma come un laboratorio temporaneo, un luogo protetto e vivo, capace di accogliere domande, inquietudini e modi diversi di immaginare il teatro.
Anche quest’anno il festival è cresciuto grazie a una rete di collaborazioni con il territorio, a riprova della volontà della Fondazione di costruire progetti culturali capaci di generare relazioni durature. Tutti gli eventi sono stati gratuiti e accompagnati dal dj set di leMox e dalle interviste di Radio Morcote International, che hanno contribuito a creare un’atmosfera informale e di svago.
«Vedere il parco abitato da persone così diverse - conclude Ylenia Santo - è stato il modo più bello per chiudere questa settima edizione e ci ha restituito il senso più profondo di gARTen, ovvero quello di non occupare semplicemente un luogo, ma farlo vivere.»
Con gARTen 2026 si conclude simbolicamente questa stagione della Fondazione Claudia Lombardi per il teatro, in un momento di passaggio verso una nuova fase e una nuova sede. Un passaggio che conferma il desiderio della Fondazione di continuare a interrogarsi non solo su ciò che fa, ma sul modo in cui lo fa e sulle relazioni che rende possibili.






