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Nomine illegittime al DECS, il bando inciampa in un altro ricorso

Un candidato scartato si è opposto all'annullamento del precedente bando di concorso. E così la Sezione dell'insegnamento medio superiore continua a restare senza guida
TiPress
Nomine illegittime al DECS, il bando inciampa in un altro ricorso
Un candidato scartato si è opposto all'annullamento del precedente bando di concorso. E così la Sezione dell'insegnamento medio superiore continua a restare senza guida

BELLINZONA - Nomine contestate. Nomine illegittime. Dopo le due bocciature da parte del Tribunale amministrativo cantonale — e un lungo strascico di polemiche — la Sezione dell'insegnamento medio superiore (SIMS) è tuttora priva di una guida. E una nuova pietra d'inciampo è emersa a prolungare l'impasse: un nuovo ricorso, anticipa la RSI, è stato infatti presentato in questi giorni.

A opporsi contro l'annullamento del precedente concorso, prolungando sine die, di riflesso, l'attesa per l'apertura di quello nuovo, è sempre lo stesso candidato, vicedirettore di un Liceo, al tempo scartato che, in questa occasione, contesta l'affermazione del Consiglio di Stato secondo cui si intende procedere all'apertura di un nuovo concorso in quanto «nessun candidato è risultato idoneo».

«Alla luce dei fatti la procedura di selezione non ha funzionato, sono emerse delle criticità e le responsabilità vanno chiarite» ha affermato ai microfoni del servizio pubblico Marina Carobbio, direttrice del DECS, facendo autocritica ma sottolineando pure che «alla testa di una sezione come quella dell’insegnamento medio superiore sarebbe forse stato opportuno avere qualcuno che già conoscesse la realtà del liceo». Anche nell'ottica della riforma prevista dalla Confederazione.

Carobbio, lo ricordiamo, aveva mostrato grande dispiacere per la vicenda — il cui inizio risale ormai a due anni fa — anche di fronte al parlamento cantonale, quando rispondendo ad alcune interpellanze aveva espresso vicinanza verso le persone direttamente travolte dalla bufera del caso. «Sono dispiaciuta per quanto accaduto. In primis, evidentemente, per le due persone coinvolte e per le persone loro vicine. Ma anche, più in generale, per tutte e tutti coloro che direttamente o indirettamente sono stati coinvolti».

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