C'è il divieto ma l'MPS invita lo stesso a scendere in piazza

Il Municipio non ha concesso l'autorizzazione al "Presidio antifascista" di sabato. Il partito: «Scelta grave, che finisce per mettere sullo stesso piano chi promuove idee di odio e chi le contrasta».
LUGANO - «Una scelta grave, che finisce per metteresullo stesso piano chi promuove idee di odio e discriminazione e chi le contrasta in nome dei valori di democrazia, tolleranza, solidarietà e giustizia sociale. Manifestare liberamente è un diritto che non può essere sottoposto ad alcuna autorizzazione e le questioni di organizzazione del traffico non possono essere utilizzate come pretesti per negare il diritto di manifestare».
Così in una dura nota l'MPS, in risposta alla decisione del Municipio di Lugano di non autorizzare il "Presidio antifascista" previsto per sabato prossimo (21 febbraio) a Lugano. La compagine politica, criticando anche le ragioni che hanno portato all'annullamento della manifestazione dei gruppi di destra («le autorità avrebbero dovuto assumere una posizione ben più netta, fondata su una chiara condanna dei valori razzisti e fascisti»), cita la "Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale" delle Nazioni Unite, ratificata dalla Svizzera: «Gli Stati contraenti si impegnano a dichiarare crimini punibili dalla legge ogni diffusione di idee basate sulla superiorità o sull’odio razziale, ogni incitamento alla discriminazione razziale».
Il Municipio di Lugano - scrive l'MPS - «così ci pare, fa ancora parte della Confederazione e quindi dovrebbe rispettare le leggi vigenti, a cominciare dalla Costituzione federale con la quale la decisione di non tollerare la manifestazione antifascista è in aperta contraddizione. La mobilitazione resta indispensabile - aggiungono - non solo per respingere la presenza dell’estrema destra, ma
per affermare con forza i valori di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale». Per tutte queste ragioni, «l’MPS aderisce alla mobilitazione del 21 febbraio a Lugano e invita tutte e tutti coloro che rifiutano il razzismo, il fascismo e ogni forma di discriminazione a partecipare».



