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Rinnovamento e prese di posizione in casa dei Verdi

Il resoconto del comitato cantonale che si è svolto ieri mercoledì 21 gennaio.
Rocco Vitale
Fonte red
Rinnovamento e prese di posizione in casa dei Verdi
Il resoconto del comitato cantonale che si è svolto ieri mercoledì 21 gennaio.

BELLINZONA - Nella serata di ieri, 21 gennaio, presso la sede del partito cantonale, si è svolto il primo Comitato di Verdi del Ticino del 2026. All’ordine del giorno il rinnovo dei vertici del Comitato e la presa di posizione sugli oggetti in votazione l’8 marzo.

Marco Rudin cede il timone a Rocco Vitale. Membro del Gruppo Operativo (Direzione) e già co-coordinatore del movimento giovanile, il neo-presidente ha dichiarato di voler rafforzare il ruolo del Comitato cantonale quale piattaforma di dialogo e di mobilitazione della base in vista degli importanti appuntamenti elettorali dell’anno prossimo. È stata invece riconfermata come vice-presidente Veronica Bozzini.

Il Comitato cantonale ha in seguito preso posizione sui numerosi oggetti in votazione il prossimo 8 marzo.

A livello federale, il Comitato esprime un convinto sostegno all’iniziativa per un fondo per il clima lanciata dai Verdi insieme al PS: «Una proposta oggi più che mai necessaria per investire nel futuro e proteggere la popolazione dai danni climatici sempre più evidenti».

Altrettanto chiara è la contrarietà all’iniziativa anti-SSR “200 franchi bastano”, considerata un attacco diretto al servizio pubblico e alla democrazia che, «se accettata, indebolirebbe gravemente il tessuto culturale ed economico della Svizzera italiana».

Sempre sul piano federale, il Comitato conferma il proprio sostegno all’imposizione individuale («un passo fondamentale verso una reale parità») e invita la propria base a votare NO all’iniziativa sul denaro contante e SÌ al relativo controprogetto.

A livello cantonale, infine, il Comitato ribadisce il proprio sostegno all’iniziativa “anti-dumping”, «indispensabile per contrastare il peggioramento delle condizioni di lavoro e di disparità di genere, oltre che per introdurre un monitoraggio serio ed efficace».

Nel corso della serata è stato inoltre presentato il referendum contro l’allentamento della legge federale sul materiale bellico, promosso dai Verdi e da una larga alleanza, «con l’obiettivo di difendere la neutralità svizzera e i principi umanitari».

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