Il PS condanna gli atti di vandalismo di Lodrino: «Richiamano l'ideologia nazifascista»

Durante l'odierno Comitato cantonale il copresidente Fabrizio Sirica ha inoltre rimarcato che «l'iniziativa per il salario minimo va trattata con urgenza».
BELLINZONA - Si è tenuto questa sera il Comitato cantonale del Partito Socialista Ticino. Al centro della discussione, la difesa dei diritti popolari, la lotta al dumping salariale e la mobilitazione in vista delle votazioni dell’8 marzo.
Iniziativa salario minimo: «Ritardi ingiustificati» - Nel suo intervento, il copresidente Fabrizio Sirica ha denunciato il rischio concreto che la maggioranza della Commissione della gestione continui a rinviare l’iter democratico dell’iniziativa popolare per un salario minimo sociale. I termini di trattazione sono ampiamente superati: l’iniziativa è stata consegnata nel 2023 e il messaggio governativo risale a giugno 2024, eppure l’oggetto non è ancora stato sottoposto al voto popolare. Un ritardo difficilmente giustificabile su un tema urgente per il Ticino, dove il dumping salariale e la crescente precarietà del mercato del lavoro continuano a colpire troppe lavoratrici e troppi lavoratori. Secondo il PS Ticino, un ulteriore rinvio rischia di compromettere il pieno esercizio dei diritti popolari, già messi a dura prova anche dalla mancata implementazione dell’iniziativa per il 10% sui premi di cassa malati.
Le votazioni in arrivo - Nel suo intervento, la copresidente Laura Riget ha invece richiamato l’attenzione sulla votazione federale dell'8 marzo, definendo l’iniziativa anti-SSR per il dimezzamento del canone un attacco estremamente pericoloso ai media indipendenti. In un contesto internazionale in cui miliardari e grandi gruppi economici stanno assumendo un controllo sempre maggiore sull’informazione – dai giornali gratuiti legati a Christoph Blocher in Svizzera, al Mattino della Domenica fino al potere sproporzionato di Elon Musk e Mark Zuckerberg sui social media – indebolire il servizio pubblico radiotelevisivo significa minare la democrazia. Proprio mentre i fatti e un’informazione affidabile sono più importanti che mai, l’UDC vuole colpire uno dei pilastri del pluralismo mediatico del Paese.
«Un gesto che richiama l'ideologia nazifascista» - Ad aprire i lavori sono stati i copresidenti del Comitato cantonale, che hanno condannato con fermezza gli atti neofascisti contro il monumento di Lodrino dedicato a Giovanni Bassanesi, militante pacifista e antifascista italiano. Un gesto che non può essere minimizzato come una bravata, ma che richiama esplicitamente l’ideologia nazifascista e offende la memoria storica e democratica del nostro Paese.
Al termine della discussione, il Comitato cantonale ha definito le raccomandazioni di voto per le votazioni dell’8 marzo:
Oggetti federali:
- NO all’iniziativa «200 franchi bastano»
- SÌ all’iniziativa per un fondo per il clima
- SÌ alla Legge federale sull’imposizione individuale
- NO all’iniziativa «Il denaro contante è libertà», SÌ al controprogetto indiretto
Oggetto cantonale:
- SÌ all’iniziativa «anti-dumping»



