Polizia del fuoco negli edifici scolastici cantonali: «Tutto in regola?»

Lo chiedono tramite interpellanza urgente le deputate Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo
BELLINZONA - La sicurezza antincendio nelle scuole cantonali torna al centro del dibattito politico ticinese. Con un’interpellanza urgente depositata il 14 gennaio, le deputate Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo (Più Donne) chiedono al Consiglio di Stato risposte immediate e trasparenti sullo stato delle misure di polizia del fuoco negli edifici scolastici di proprietà del Cantone.
A riaccendere l’attenzione è stata ovviamente la tragedia di Crans-Montana, che ha scosso l’opinione pubblica e riportato in primo piano il tema della prevenzione nei luoghi aperti al pubblico, soprattutto quelli frequentati da minorenni. Secondo le firmatarie, non è più possibile confidare nell’assenza di precedenti: il rischio è reale e impone verifiche rapide e approfondite.
La legge sulla polizia del fuoco si applica anche alle proprietà pubbliche e attribuisce allo Stato una responsabilità diretta e non delegabile. Eppure, è noto che non tutte le scuole risultano pienamente conformi alle prescrizioni tecniche. In questi casi, sottolineano le deputate, diventano imprescindibili misure organizzative e preventive: piani di evacuazione aggiornati, formazione del personale, informazione delle allieve e degli allievi, esercitazioni regolari e collaborazione strutturata con i corpi pompieri. «Pur consapevoli che l’implementazione delle misure di sicurezza comporta investimenti rilevanti, riteniamo che esse debbano costituire una priorità assoluta nella pianificazione delle opere pubbliche di ogni ente» sottolineano Mossi Nembrini e Merlo. «Anche perché lo Stato si fa carico delle polizze assicurative per i propri stabili, comprese quelle contro gli incendi: è quindi evidente che la mancata conformità alle norme potrebbe generare, oltre ai rischi per le persone, anche problemi di natura assicurativa».
Il tema tocca anche la catena dei controlli. In Ticino, la vigilanza edilizia è demandata ai Comuni, che spesso devono verificare l’adeguamento a posteriori di collaudi concessi con riserva. Ne deriva una responsabilità operativa concentrata sugli enti locali e sui funzionari, mentre la responsabilità civile resta in capo all’ente pubblico. In un contesto di pressione sulle risorse umane e di ipotesi di riduzione del personale, le granconsigliere si chiedono se il sistema sia davvero in grado di garantire una prevenzione efficace.
L’interpellanza solleva infine questioni di governance: sufficienza delle risorse, adeguatezza delle coperture assicurative, tempi troppo lunghi per i controlli e opportunità di rafforzare il ruolo del Cantone in un ambito considerato vitale per la sicurezza e il benessere dei minorenni. Risposte che, secondo le firmatarie, non possono più attendere.



