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LUGANO
31.12.2021 - 14:360

I Giovani socialisti pungolano la municipale Zanini sul Molino

Il Giso condanna lo sgombero dall'ex Macello: «La Città non può usare questi mezzi per eliminare l'autogestione»

La critica in casa: «Non possiamo accettare che Zanini, di fronte a ripetuti ed evidenti abusi di potere da parte del Municipio, continui come se nulla fosse accaduto»

LUGANO - Pioggia di critiche sull’operato del Municipio di Lugano da parte della Gioventù socialista Ticino. Il nuovo sgombero dell’ex Macello, dopo l’occupazione di mercoledì da parte degli autogestiti, provoca una dura presa di posizione dei giovani Ps nei confronti dell’Esecutivo. 

Critiche anche a Zanini - A colpire sono però soprattutto le critiche nei confronti dell’esponente socialista, Cristina Zanini Barzaghi: «Riteniamo preoccupante e insufficiente - scrive il Giso - l’operato della municipale socialista. Le maggiori responsabilità sull’abbattimento e lo sgombero del Molino rimangono dei colleghi che hanno deciso di calpestare il principio di collegialità, prendendo decisioni riguardanti il dicastero di Zanini senza nemmeno interpellarla. Tuttavia, non possiamo accettare che Zanini, di fronte a ripetuti ed evidenti abusi di potere da parte del municipio, intenda continuare a lavorare al suo interno come se nulla fosse accaduto».

Lo scaricabarile - Il comunicato dei Giovani socialisti esprime parole di condanna nei confronti dell’esecutivo luganese: «Critichiamo - affermano - l’incoerenza del Municipio, che, dettosi disposto ad aprire una discussione con gli occupanti, ha preferito sgomberare i ragazzi prima dell’inizio delle trattative». Ancora una volta la situazione, secondo il Giso, «è stata gestita con la forza durante la nottata mentre sindaco, municipali e forze dell’ordine giocavano a scaricabarile cercando di lasciar cadere nuovamente la questione nel dimenticatoio». I Giovani Socialisti affermano di «non poter continuare ad accettare che la città di Lugano utilizzi questi mezzi per eliminare l’autogestione. Lo Stato non può permettersi di agire sottobanco e, pertanto, chiediamo chiarezza sui fatti avvenuti».

Infine il Giso esprime solidarietà agli occupanti del Molino, ricordando che «l'azione è stata mossa da uno “stato di necessità” e da una volontà da parte degli autogestiti di riprendersi gli spazi che sette mesi fa sono stati sequestrati dal municipio con la forza».

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