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CANTONE
03.10.2019 - 12:510
Aggiornamento : 14:26

Ex funzionario del DSS condannato, chiesta la Commissione d'inchiesta

Secondo un gruppo interpartitico di parlamentari occorre indagare sul ruolo dei funzionari dirigenti e del Governo

BELLINZONA - Istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) sull’operato e le responsabilità dei funzionari dirigenti coinvolti nell’Inchiesta sugli abusi sessuali operati dal funzionario del DSS, tale B.

A inviare tale richiesta all'indirizzo dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio è stato oggi un gruppo interpartitico di parlamentari constituito da Fiorenzo Dadò (PPD), Boris Bignasca (Lega), Marco Bertoli (PLR), Tamara Merlo (Più Donne), Lara Filippini (UDC), Claudia Crivelli Barella (Verdi) e Matteo Pronzini, (Mps-Pop-Indipendenti).

«Sentenza mite» - Per i suddetti deputati, la sentenza, «relativamente mite», ha visto il funzionario giudicato colpevole, «tuttavia con una pena sospesa condizionalmente».

«In maniera del tutto clamorosa - segnalano nell'atto parlamentare -, il presidente della Corte ha espresso le seguenti parole durante la lettura orale del verdetto: “Come rappresentante dello Stato vi chiedo scusa”. Così il giudice si è rivolto alle tre imputate, spiegando il suo disappunto al fatto che nel 2005, dopo le prime segnalazioni, non sia stato dato seguito a nessuna procedura amministrativa».

«Atteggiamento generalizzato di omertà» - Viene quindi ricordato che, durante la lettura della sentenza, si è spiegato come alcuni episodi di violenza carnale prescritti siano comunque stati considerati riconosciuti. «Al di là del caso singolo del funzionario B., che sarà oggetto di processo penale ed eventualmente civile con le vittime - prosegue la richiesta interpartitica -, questo caso ha messo in luce alcune circostanze inquietanti circa un atteggiamento generalizzato di omertà e copertura nell'Amministrazione cantonale, a fronte di gravi crimini contro la sfera sessuale, aspetto che è stato aspramente criticato anche da parte del giudice Villa».

«Governo coinvolto» - Secondo i sopra citati deputati, inoltre, anche il Consiglio di Stato «dal profilo amministrativo è giocoforza coinvolto in questa triste vicenda, siccome lo stesso Governo doveva vigilare sui funzionari dirigenti, da cui il funzionario B. dipendeva». «Proprio perché ad oggi permane il sospetto che alti funzionari abbiano coperto un dipendente sottoposto, il quale ha commesso gravi reati contro l’integrità sessuale, occorre fare la massima chiarezza sulla questione - aggiungono -. Una simile situazione deve essere approfondita e da un'autorità terza deve poi essere smentita o confermata».

La richiesta - Per queste ragioni viene chiesta l’istituzione della una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) «sull’operato dei funzionari e dei servizi competenti riguardo ai gravi fatti avvenuti all’inizio degli anni 2000 dentro e fuori gli uffici del Dipartimento Sanità e Socialità (DSS), venuti allo scoperto in seguito all’inchiesta e al processo condotti dall'autorità penale».

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