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CANTONE
10.09.2019 - 19:350
Aggiornamento : 16.09.2019 - 14:56

Oro di dubbia provenienza raffinato presso la Argor Heraeus di Mendrisio?

La denuncia dell'associazione Sacrificio Quaresimale: «Come possono garantire il rispetto dei diritti umani se acquistano da una fonte dubbia, i cui dirigenti sono stati arrestati?»

LUGANO – Riciclaggio, arricchimento illegale e formazione di un'organizzazione criminale: queste le accuse formulate dal governo colombiano contro il fornitore d'oro C.I.J. Gutiérrez, che hanno portato all'arresto di alti dirigenti dell’azienda. Ancora più sconcertante, però, è il fatto che - stando all'associazione Sacrificio Quaresimale ( Organizzazione di Cooperazione internazionale dei cattolici della Svizzera) e il Gruppo di lavoro Svizzera-Colombia (ask!) - la Argor Heraeus di Mendrisio (società attiva nella raffineria dell'oro)  avrebbe acquistato fra 5 e 9 tonnellate all’anno di oro dal 2009 al 2018 dalla ditta C.I.J. Gutiérrez. 

Fra il 2009 e il 2018 - sostengono le due associazioni in una nota stampa - la raffineria svizzera avrebbe acquistato da 5 a 9 tonnellate d'oro all'anno dal commerciante colombiano. «Un'ulteriore prova dell'urgenza dell'Iniziativa per multinazionali responsabili, sulla quale il Consiglio degli Stati deciderà nuovamente alla fine di settembre», sottolineano.

L'oro "ripulito" - Secondo il comunicato diffuso dalle due associazioni il ministero pubblico colombiano accusa il più importante esportatore di oro del paese, di aver lavato e commercializzato illegalmente l'oro estratto e scambiato attraverso una rete di fornitori di facciata e di averlo esportato come oro legale.

Uso di nomi di persone decedute - A tale scopo la società C.I.J.J. Gutiérrez si sarebbe servita di cercatori artigianali: avrebbe usurpato l’identità di alcuni di loro (compresa quella di persone decedute), e avrebbe utilizzato nomi fittizi. Ciò avrebbe permesso all'impresa di dichiarare l'oro estratto illegalmente con attrezzature pesanti, come legalmente prodotto da cercatori artigianali.

Estrazione distruttiva - L'estrazione dell'oro con draghe ed escavatori distrugge vaste aree di foreste e interi corsi d'acqua, portando all'erosione e alla sedimentazione dei fiumi. Il mercurio necessario per l'estrazione dell'oro avvelena fiumi e terreni, distruggendo i mezzi di sussistenza delle persone che vi abitano. Gran parte di questo oro viene utilizzato per riciclare i profitti del traffico di droga o per finanziare gruppi armati illegali.

Gli arresti - Le accuse pesano a tal punto che in aprile l'amministratore delegato, altri dirigenti e fornitori sono stati arrestati, la sede centrale dell'azienda a Medellín è stata posta sotto amministrazione controllata e gli inventari di metalli preziosi confiscati.

Oro destinato a Mendrisio - A causa di irregolarità nell'indicazione della provenienza, le autorità doganali e fiscali colombiane hanno annullato con effetto retroattivo, già a inizio 2019, l'autorizzazione per quattro consegne di oro da parte di C.I.J. Gutiérrez effettuate nel 2016. Due di queste avevano come destinatario la raffineria Argor Heraeus a Mendrisio.

Acquisto da fonti dubbie? - Stando al proprio codice di condotta, Argor Heraeus, attribuisce molta importanza alla lotta contro la concorrenza sleale, la corruzione, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo; inoltre la tutela dell'ambiente e l'uso attento delle risorse naturali fanno parte dei loro principi. Il loro sito web afferma poi che il rispetto dei diritti umani universali è uno dei loro valori fondamentali. «Ma come possono i responsabili di Argor Heraeus garantire di non importare oro illegale se lo acquistano da una fonte dubbia, i cui dirigenti sono stati arrestati?», si domandano Sacrificio Quaresimale e il Gruppo di lavoro Svizzera-Colombia (ask!).

L'associazione invita Argor Heraeus ad «effettuare controlli minuziosi sulle sue relazioni commerciali, a renderle trasparenti e ad adottare misure efficaci per prevenire le violazioni dei diritti umani e la distruzione dell'ambiente».

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