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LOCARNO

Addio a Moritz de Hadeln

Figura di riferimento del cinema europeo, nel 1972 rilanciò il Festilval di Locarno
Addio a Moritz de Hadeln
Imago
Fonte Ats Akr
Addio a Moritz de Hadeln
Figura di riferimento del cinema europeo, nel 1972 rilanciò il Festilval di Locarno

MONDO - Moritz de Hadeln, storico direttore di alcuni dei più importanti festival cinematografici internazionali, tra cui Berlino, Locarno e Venezia, nonché fondatore di Visions du Réel, è morto sabato all'età di 85 anni in un ospedale di Nyon (VD) dove era ricoverato. Da tempo malato, il decesso è sopraggiunto in seguito a complicazioni successive a un intervento chirurgico.

Figura di riferimento del cinema europeo, de Hadeln è stato uno dei più longevi e influenti direttori di festival della sua generazione. Ha guidato la Berlinale per più di vent'anni, ha rilanciato il Festival di Locarno, ha diretto la Mostra d'Arte cinematografica di Venezia in una fase complessa e ha fondato Visions du Réel. Nel corso della sua carriera ha contribuito alla crescita e all'internazionalizzazione di alcune delle principali manifestazioni cinematografiche europee, promuovendo nuove cinematografie e accompagnando l'affermazione di numerosi registi destinati a diventare protagonisti del cinema mondiale.

Nato nel Regno Unito, cresciuto tra Italia, Francia e Svizzera
Nato il 21 dicembre 1940 a Exeter, nel Regno Unito, da una famiglia legata al mondo dell'arte, era nipote dello storico dell'arte Detlev Freiherr von Hadeln. Il padre, Harry de Hadeln, era editore d'arte a Firenze, mentre la madre, Alexandra Balaceano, era pittrice e scultrice. Cresciuto tra Italia, Francia e Svizzera, si avvicinò fin da giovane alla fotografia e al cinema. Dopo gli studi frequentò a Parigi un laboratorio sperimentale cinematografico e i corsi del regista Raimond Rouleau. Iniziò la carriera come fotografo e documentarista. Nel 1963 realizzò il documentario «Le Pèlé», seguito nel 1966 da «Ombres et Mirages». Negli stessi anni lavorò anche come montatore e assistente alla regia, collaborando con il direttore della fotografia Ernest Artaria e con il regista Yves Allégret.

La svolta arrivò nel 1969 quando, insieme alla moglie Erika von dem Hagen, fondò a Nyon il Festival Internazionale del Cinema Documentario, manifestazione oggi conosciuta come Visions du Réel. Il festival, nato con l'obiettivo di valorizzare il cinema del reale, è diventato nel tempo uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al documentario.

Nel 1972 alla guida del Pardo
Nel 1972 Moritz de Hadeln fu nominato direttore del Festival Internazionale del Film di Locarno, incarico mantenuto fino al 1977. Durante il suo mandato contribuì al rilancio della manifestazione, rafforzandone il profilo internazionale, ampliando il programma dedicato al cinema indipendente e consolidando le proiezioni all'aperto in Piazza Grande, divenute negli anni il simbolo del festival ticinese.

Dal 1980 al 2001 guidò il Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Nei ventuno anni trascorsi alla direzione della Berlinale il festival consolidò il proprio ruolo tra le principali rassegne cinematografiche mondiali. Durante il suo mandato de Hadeln contribuì alla nascita dell'European Film Market insieme a Beki Probst, favorì la scoperta del nuovo cinema cinese e accompagnò la trasformazione della manifestazione dopo il crollo del Muro di Berlino. Nel 2000 seguì inoltre il trasferimento del festival nella nuova sede di Potsdamer Platz. Nel corso della sua direzione la Berlinale presentò le prime opere di registi come Roland Emmerich, Gus Van Sant, Ang Lee, Zhang Yimou e Tsai Ming-liang, destinati successivamente ad affermarsi sulla scena internazionale.

Nel 2002 approdò a Venezia
Nel marzo 2002 fu chiamato alla direzione artistica della Mostra Internazionale d'Arte cinematografica di Venezia, diventando il primo direttore straniero nella storia del festival. Accettò l'incarico a pochi mesi dall'apertura della manifestazione e predispose un programma comprendente cinque titoli Miramax di Harvey Weinstein, tra cui «Frida» e «The Hours». Quando il produttore fu travolto dallo scandalo delle molestie, de Hadeln fu pesantemente criticato per aver definito l'ormai ex magnate «uno dei pochi di Hollywood che amavano davvero il cinema», lamentandosi inoltre del linciaggio che stava subendo. Segnata da tensioni e pressioni politiche, la direzione artistica durò fino al 2003, quando de Hadeln fu sostituito da Marco Muller. Negli anni successivi continuò a svolgere attività di consulenza nel settore cinematografico insieme alla moglie Erika, con la quale aveva fondato una società specializzata nell'organizzazione di eventi e nella consulenza per festival internazionali. Erika de Hadeln è morta nel 2018 dopo una lunga malattia.

De Hadeln ha fatto parte di numerose giurie internazionali di festival, tra cui Karlovy Vary, Venezia, Mosca, Montréal, Torino, Teheran, Damasco, Kiev e Jerevan. Era inoltre membro della European Film Academy.

Diverse onoreficienze
Nel corso della carriera ricevette numerose onorificenze internazionali, tra cui il titolo di Commendatore dell'Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica francese nel 1986, quello di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1988 e quello di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania nel 2000.

Riflettendo sul proprio lavoro, de Hadeln aveva più volte sostenuto che il compito di un direttore di festival fosse quello di mantenere aperta la selezione cinematografica «senza dogmi e senza lasciarsi condizionare dalle mode», considerando il cinema «arte, industria e strumento di dialogo tra le culture».

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