Canicola nelle scuole, il VPOD chiede direttive cantonali e investimenti strutturali

Il sindacato sollecita soluzioni preventive e investimenti per garantire ambienti scolastici salubri durante le ondate di calore.
BELLINZONA - Le ondate di caldo incidono sempre più sul funzionamento delle scuole ticinesi, soprattutto nelle settimane che precedono la pausa estiva, nella preparazione della riapertura e all’inizio dell’anno scolastico. In questi periodi, aule, uffici, sale docenti, mense, laboratori e palestre possono raggiungere temperature che compromettono le condizioni di insegnamento e apprendimento.
A lanciare l’allarme è il Sindacato VPOD, che invita ad affrontare il problema in modo preventivo, senza attendere le situazioni di emergenza. Secondo l’organizzazione sindacale, la tutela della salute richiede un piano canicola strutturato ed efficace anche nei luoghi di formazione. Le condizioni, infatti, variano sensibilmente da edificio a edificio e persino tra locali dello stesso istituto, a seconda di fattori come esposizione al sole, isolamento, ventilazione e possibilità di ombreggiamento.
Un primo intervento ritenuto essenziale è la misurazione regolare delle temperature durante i periodi più caldi. Senza dati concreti, viene spiegato, il rischio è di sottovalutare il problema o di affrontarlo in modo generico. La presenza di termometri e strumenti per la rilevazione della qualità dell’aria permetterebbe invece di individuare gli spazi più critici e di costruire una mappatura precisa delle situazioni più problematiche.
Accanto al monitoraggio, il VPOD chiede procedure chiare per i casi in cui le temperature superano determinate soglie, con misure progressive e proporzionate. Le direzioni scolastiche dovrebbero quindi poter contare su criteri definiti per intervenire rapidamente, sia sul piano organizzativo sia su quello tecnico, garantendo al contempo una comunicazione trasparente a personale, allievi e famiglie.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle persone più vulnerabili, come lavoratrici incinte o individui con problemi di salute, per i quali andrebbero previste procedure agevolate e interventi tempestivi.
Nel breve periodo, tra le misure indicate figurano la disponibilità di acqua, l’uso di dispositivi mobili per ridurre il calore, l’ombreggiamento provvisorio e, se necessario, la modifica o sospensione delle lezioni. Nel medio-lungo termine, invece, l’adattamento degli edifici scolastici dovrebbe rientrare nelle politiche di investimento pubblico, con interventi su isolamento, ventilazione e sistemi di raffrescamento.
Il sindacato invita infine Cantone e Comuni a dotarsi di direttive uniformi e a promuovere interventi più incisivi sull’edilizia scolastica, sottolineando la necessità di un approccio preventivo e coordinato per tutelare la salute di docenti e studenti.



