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Brusio (GR)

Inaugurato il Museo del Tabacco, 150 anni di storia in mostra

Nella storica fabbrica Misani macchinari funzionanti e memoria di un settore che segnò l’economia locale
museo-tabacco.ch
Inaugurato il Museo del Tabacco, 150 anni di storia in mostra
Nella storica fabbrica Misani macchinari funzionanti e memoria di un settore che segnò l’economia locale

BRUSIO - A Brusio, in Valposchiavo, è stato inaugurato ieri il Museo del Tabacco, una struttura unica nel suo genere che conserva macchinari ancora perfettamente funzionanti per la lavorazione delle foglie e la produzione di sigari e tabacco da pipa. L’esposizione trova spazio nell’ex fabbrica della famiglia Misani, costruita a metà Ottocento e oggi riconosciuta come edificio meritevole di protezione dal Servizio cantonale dei monumenti.

«È un monumento dal duplice valore: testimonia l’attività agricola legata alla coltivazione del tabacco e documenta uno dei primi tentativi di industrializzazione del paese», ha spiegato lo storico locale Andrea Tognina durante il taglio del nastro. Nella struttura, oltre alla lavorazione del tabacco locale, si trattava anche quello d’importazione, rendendola un esempio di archeologia industriale.

Il museo rappresenta un unicum a livello europeo: pur esistendo altrove macchinari simili, non risultano altre sedi in cui siano esposti tutti insieme e in funzione. «Dalle nostre ricerche risulta così, e di certo non c’è un altro museo simile in tutta la Svizzera», ha affermato Pietro Misani, proprietario dello stabile.

L’idea di creare il museo risale ai primi anni Duemila, proprio da Misani, con l’intento di salvare dall’abbandono la fabbrica e mantenere viva la memoria di chi vi lavorò. Il progetto ha preso forma nel 2022 con la nascita dell’Associazione Museo del Tabacco di Brusio, presieduta da Donato Fanconi. «Se c’è questo museo è grazie al mio amico Gianni Dorsa», ha ricordato Misani, visibilmente commosso.

Il tabacco, introdotto in valle all’inizio dell’Ottocento, conobbe il suo apice a metà secolo, anche grazie alle condizioni favorevoli create dal monopolio nel vicino Lombardo-Veneto. Con il tempo l’attività perse importanza fino a scomparire alla fine degli anni Ottanta, per ragioni economiche legate alla concorrenza internazionale. Oggi il museo restituisce alla comunità 150 anni di storia locale, visitabile ogni giovedì pomeriggio.

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